Intervista – Domande “sComode” a Francesca De Mori

6 settembre 2017

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Francesca De Mori inizia a dedicarsi al canto a partire dal 1990. Con numerosi e differenziati progetti ha modo di sperimentare e cantare esprimendosi attraverso differenti stili musicali in teatri del Nord Italia, locali e festival musicali fra cui Estival jazz, Como jazz, Ah-Um milano jazz, collaborando con numerosi artisti. Si diploma in canto moderno all’AMM di Milano con Paola Milzani, inoltre, vince una borsa di studio al CET di Mogol e ha modo di frequentare, studiando, Mario Lavezzi, Gianni Bella, Mogol.

Frequenta i corsi teatrali della compagnia “La Piccionaia” di Vicenza e Nonchiamateciattori di Milano e partecipa ai seminari con Nora Fuser, Laura Curino e Gioele Dix. All’attività di canto e recitazione affianca, da anni, quella di ricercatrice vocale partecipando ai seminari di Franco Fussi, Elisabeth Howard per il metodo vocal power, primo e secondo livello voicecraft.

Attualmente sta approfondendo il metodo funzionale della voce di Gisela Rhomert. È insegnante di pratica bioenergetica e di biomusica, primo livello Real Reiki e ha effettuato e terminato il percorso di Counseling triennale presso l’istituto Ipso di Milano. Ha partecipato nel 2014 al concorso nazionale “The voice of radio2”, arrivando in semifinale fra i primi otto come unica canzone italiana, interpretando “ La guerra di Piero” di Fabrizio De Andrè. Nel 2016 vince come interprete del brano “Non sono razzista, però”, di Mauro Bazzini e Francesco Diacca e con la Jazzeria la prima edizione del premio dedicato a Fabrizio Canciani. Ha appena terminato di realizzare il disco di inediti “Altre strade”.
La genesi artistica del progetto, a cura di Francesca e Daniele Petrosillo, nasce da un percorso di riflessione profonda sul senso della vita, racconta in maniera garbata dell’azione, della possibilità di guarirsi nel contatto con gli elementi della natura, della rinascita nel tempo che scorre che ci attraversa e si ripete lasciandoci al centro. L’idea è di riprendere la canzone d’autore italiana, arricchendone la parte musicale.

Nei brani originali la scrittura è contraddistinta da influenze jazzistiche e questo contribuisce a non rendere i brani facilmente catalogabili dal punto di vista del genere musicale. Viene data importanza, oltre che alla parte melodica e armonica, anche alla parte ritmica, con tempi inusuali – 5/4 e 7/4 – e riservando sempre uno spazio all’improvvisazione. Le canzoni inedite – Altre Strade, Come l’Acqua, Liberamente, La ruota del tempo, Il gioco delle illusioni – sono scritte volutamente in italiano per tracciare un percorso ripetibile e godibile all’ascolto, un omaggio alla canzone con sonorità non riconducibili a un filone musicale preciso, grazie alla diversa provenienza , dal pop, dal jazz e dalla classica, dei musicisti coinvolti nel disco. Le canzoni d’autore edite “A che servono gli dei” interpretata da Rossana Casale, “L’isola” interpretata da Ornella Vanoni, “E ti vengo a cercare” di Franco Battiato, sono state scelte con la volontà di avviare e completare la riflessione avviata con i temi delle canzoni inedite, e sono da sempre presenti nella vita di Francesca.
Ascoltando l’album di Francesca si può facilmente notare come la sua voce in tutte le canzoni si trasformi in uno strumento musicale che ha la piena capacità di attrarre verso di lui l’ascoltatore, quasi come il canto di una sirena.
Ma conosciamo meglio Francesca De Mori e la sua musica. A lei ho posto le mie domande “sComode”.

1. Cosa ti avvicina al mondo del jazz?
Buongiorno Giacomo e grazie per queste domande sComode.
La musica è un Essere al quale ci si avvicina per assonanze o dissonanze. Lo stato d’animo, il nostro sentire di quel momento, l’ambiente in cui siamo immersi nella quotidianità, gli incontri e i bisogni ci fanno fluire in lei. In particolare l’ascolto delle voci, un particolare incedere nelle note, mi avvicinano a questo mondo. Fondamentale fu una sera di tanti anni fa ascoltare live una cantante che si esibiva in un locale del vicentino, mia terra d’origine. Quel modo differente di cantare ed essere mi colpì e da lì non fu più come prima perché avvertii molta affinità e nascere qualcosa dentro.

2. Sei un’artista polivalente, su quale palco ti senti più a tuo agio?
Il palco è la metafora della vita. Ma venendo al lato reale che mi riguarda, su di un palco, inteso come locali, teatri,etc., ho trovato un modo per esprimermi. Non è il solo. Mi esprimo come persona anche come insegnante di canto e la mia ricerca si snoda anche in altri ambiti come quello della bioenergetica e biomusica, le campane tibetane e lo studio vocale e musicale che porto avanti da diversi anni. Sono molto curiosa e mi piace mettere in relazione parti di me, con saperi diversi e poi condividerli. Una lungo infinito cammino, ma molto arricchente.

3. Quanto c’è di Francesca in questo disco?
Tutta me, nel bene e nel male o al di là. Non mi sono risparmiata in nulla, ho prodotto il disco attraversando fasi alterne a gioia e paura, ma sempre con entusiasmo. Grande forza ho tratto dagli incontri e in questo vorrei citare Daniele Petrosillo, contrabbassista autore e compositore di tutti i brani inediti ( tranne “Altre strade” scritta a quattro mani ), Salvatore Pezzotti pianista e arrangiatore del Quartetto d’Archi Archimia ( Paolo Costanzo e Serafino Tedesi al violino, Andrea Anzalone al cello e Matteo Del Soldà alla viola), Rino Di pace alla batteria, Raffaele Kohler alla tromba e flicorno. In tutto questo lavoro ci ha aiutato la Dott.ssa Laura Pigozzi, cantante, scrittrice e psicoanalista che con la revisione dei testi ci ha sostenuti e contenuti.

4. A quale tuo inedito ti senti più legata?
Ognuno ha richiesto la mia “presenza”, perciò non mi è semplice scegliere. Forse il brano “Come ‘acqua” mi fa venire ” il groppo in gola ” più spesso. É una canzone che parla della fragilità umana, di una qualità a mio avviso, e suggerisce di muoversi come l’acqua appunto, lasciandosi fluire.

5. Con chi ti piacerebbe effettuare una jam session?
Ogni invito è ben accetto, sono colpita dal carisma artistico. Poi se nel prossimo progetto potessi avere ospiti gli interpreti ed autori di cui abbiamo arrangiato i brani in ” Altre strade” e nei concerti live, ne sarei felicissima.

Civins

 

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