Intervista – Domande “sComode” a Mario Riso

22 dicembre 2017

Non è mai facile parlare di qualcuno che stimi e oggi è per me un onore parlarvi di Mario Riso e del suo nuovo nuovo singolo Un Temporale, estratto dall’album Passaporto (distribuzione Self) uscito il 20 ottobre.

Per chi non conoscesse questa vera e propria leggenda ecco una “breve” biografia:
Mario Riso è da anni uno dei migliori batteristi rock in Italia e certamente uno tra i più impegnati nel mondo dello spettacolo. Oltre alla sua attività da musicista, con la quale continua a girare i palchi di tutta Italia, l’artista è attivo contemporaneamente in una serie di attività che lo vedono tra i protagonisti assoluti del panorama rock e della musica italiana. Nato l’11 ottobre 1967, Mario ha iniziato la sua carriera dietro le pelli poco più che 16enne, mostrando da subito il suo talento e la sua dedizione per la batteria, oltre che la sua innata inclinazione di comunicatore.Oltre ad avere alle spalle 30 anni di esperienza nell’ambiente – durante i quali ha suonato in più di 150 dischi italiani e si è esibito in oltre 2000 eventi tra concerti live e performance televisive – Mario Riso è anche uno dei pochi musicisti italiani ad avere un ruolo attivo nel mondo della televisione, essendo uno dei volti più conosciuti del Paese nell’ambito della televisione musicale.

Fondatore dei canali satellitare Rock Tv (Sky 718) ed Hip Hop Tv (Sky 720), Mario ha condotto la trasmissione “Morning Glory”, e si è occupato di selezionare e presentare quotidianamente il format “Sala Prove”, offrendo ai nuovi talenti del rock italiano la possibilità di far ascoltare e vedere la propria musica.Attraverso l’esperienza maturata sul campo e il suo entusiasmo per il talento, Mario Riso è a oggi uno tra i più importanti e stimati selezionatori di band emergenti nel nostro Paese, tanto che ROCK TV ed Heineken gli hanno affidato, dal 2010 al 2012, la direzione artistica dell’“Heineken Jammin’ Festival Contest“, concorso dedicato ai volti nuovi della musica emergente. Dal 2013, invece, è direttore artistico del Red Bull Tourbus con il contest “Chiavi in mano”, permettendo ad artisti emergenti di esibirsi per tre date live sul palco del Tourbus.

Nel 2006, per AMREF, l’organizzazione di cui Riso è ambasciatore e socio onorario, l’artista ha fondato REZOPHONIC, progetto in cui ha riunito il meglio del rock italiano per aiutare la realizzazione di pozzi d’acqua potabile in Kenya. Sempre nello stesso anno, gli oltre 150 artisti coinvolti hanno dato vita al primo disco “Rezophonic” (Sugarmusic), nel quale Mario ha messo in luce anche le sue doti di compositore, arrangiatore e produttore curando in prima persona la realizzazione di tutti i brani.Nel 2011 viene pubblicato il secondo album “Rezophonic 2 – Nell’acqua” (Zeta Factory), prodotto da Mario e dall’amico Oliviero “Olly” Riva, nato con l’obiettivo di sensibilizzare le persone sul tema degli sprechi d’acqua quotidiani. Il motto che accompagna il progetto è “Offri da bere a chi ha veramente sete” e la canzone “Nell’acqua”, scritta insieme a Caparezza, ne è diventata l’emblema.Artista instancabile, è in continua evoluzione e sempre impegnato in nuovi progetti. Nel 2014 esce il terzo album dei Rezophonic, “Rezophonic III”, sotto la Scarlet Records, in cui è contenuto il singolo “Dalla a me (io sicuramente non la spreco)” che ha vinto l’Italian Movie Award per aver affrontato un tema così importante come gli sprechi dei giorni nostri, tra cui lo spreco d’acqua, tema scottante che non si risparmia mai di affrontare con i Rezophonic.

Mario Riso è anche amministratore unico di ROCKER, società che si occupa di eventi, produzioni discografiche, management e che dispone di sala prove e studio di registrazione. Inoltre è impegnato con il format, Rock the Dj, l’unico dj-set suonato dal vivo, con cui sconvolge completamente i canoni dei set tradizionali, insieme a KG Man. E mentre “Rezophonic IV”, il quarto disco dei Rezophonic è in lavorazione, il 20 ottobre 2017 esce “Passaporto”, il primo disco solista di Mario Riso, presentato in anteprima al Legend Club di Milano l’11 ottobre. Il singolo , in radio da venerdì 13 ottobre è realizzato con Danti dei Two Fingerz ed è estratto da “Passaporto”, il primo disco solista dell’artista in vendita dal 20 ottobre per Self Distribuzione.

Il primo album solista della mia vita – afferma Riso – la prima volta che canto e utilizzo la mia voce su una registrazione ufficiale. C’è sempre una prima volta per quasi tutto… ma questa per me rappresenta una grandissima emozione artistica. Grazie Danti per averla impreziosita col tuo contributo!”. “Un viaggio che porterà lontano… e come in ogni viaggio che si rispetti è necessario il passaporto!”, Mario Riso rappresenta così la sua vita musicale, attraverso una storia raccontata in 18 tracce dagli stili più disparati. La storia di un musicista che, dopo innumerevoli dischi suonati per grandi artisti, decide finalmente di raccontarsi. Danti, Rise, Cristina Scabbia, Tullio De Piscopo, Giuliano Sangiorgi, movida e Rezophonic sono solo alcuni degli artisti coinvolti in questo disco dalle sonorità varie e colorate.

Il video di Un Temporale è girato a Pigra (CO) vicino a un rifugio a 1300 m di altezza, è la metafora del nostro cammino insidioso tra gli ostacoli aguzzi e scoscesi e i fenomeni che offuscano come una nebbia densa la nostra vita. Non sappiamo dove porterà la strada che stiamo percorrendo, ma sappiamo che anche se oggi “cade la pioggia controvento, un temporale dura soltanto un momento”. Sappiamo che la vita è fatta di momenti e non sempre il cielo è terso, ma siamo sicuri che il sole tornerà a splendere.

L’intervista
Buongiorno Mario. Innanzitutto vorrei dirle che sono un grande estimatore suo e del progetto Rezophonic e poi con grande piacere vorrei sottoporle alcune domande “sComode”.

Buongiorno Giacomo,
il piacere e la gratitudine sono miei.

1. Come ci si sente a intraprendere questo progetto da solista?
Diciamo che ho cominciato a scrivere canzoni sin da subito. Credo di aver imparato (con la chitarra ) il riff di “Smoke on the water” dei Deeppurple e un attimo dopo stavo già inventando il mio primo pezzo. Fare musica propria è sempre stata una mia esigenza e ammetto che avendo sempre fatto parte di band, sin dagli esordi, ho praticamente condiviso le mie idee con i gruppi di appartenenza.

Nel 2001 dopo aver fondato Rock TV insieme ad altri tre amici, mi sono ritrovato a non poter fare più il musicista a tempo pieno e soprattutto a non potermi più permettere una band.Nel 2003 stavo registrando i miei primi pezzi da solista perché volevo pubblicare il mio primo album per festeggiare 20 anni di carriera ma una spedizione in Africa con la Nazionale Artisti Tv mi ha cambiato la vita. Ho conosciuto Icio De Romedis e Amref (oltre all’importanza fondamentale dell’acqua) e ho deciso di cambiare destinazione al mio lavoro solista.

Nasce così Rezophonic (nome che è assonante col mio cognome). Praticamente le canzoni dei 4 Dischi di Rezophonic avrebbero dovuto/potuto fare parte del mio primo cd ma ho preferito provare a contribuire alla causa dedicando tutto me stesso per la costruzione di pozzi d’acqua dove non c’è. Dopo 11 anni al servizio totale di questo progetto, mi sono imposto di fare qualcosa in modo egoistico che portasse il mio nome.

2. Quale brano di Passaporto sente più suo?
Bella Domanda. 18 canzoni, 18 generi, 18 periodi storici diversi, ogni brano parla di una piccola parte di me, non si possono separare.

3. Lei nel corso della sua carriera ha collaborato con tantissimi artisti, con chi vorrebbe collaborare ancora?
Cito sempre i gruppi che mi hanno dato stimoli di crescita ed emozione nel tempo: The Police; Led Zeppelin; Rush; Iron Maiden; Sting.

4. Secondo lei, che direzione prenderà la musica nei prossimi anni?
Non amo il presente musicale, temo molto l’evoluzione perché secondo me: “evolversi non significa migliorare e neppure uscire vincenti dal processo naturale” citaz. del brano “evoluzione” dei Rezophonic.
La musica è una disciplina che non fa sconti, le nuove generazioni sono alla ricerca continua di sconti. Pro tools – auto tune – griglie – aggiustamenti digitali …. questa cosa non fa altro che generare continue proposte che non hanno solide basi sulle quali poggiarsi.Detto questo ci sono tantissimi ottimi strumentisti solisti ma molte meno realtà di gruppo.

5. Lei descrive “Passaporto” come un viaggio, per quale destinazione?
Io non viaggio nei luoghi ma nel tempo!Il tempo è da sempre mio grande amico e mi ha regalato la possibilità di compiere un meraviglioso percorso sin qui. Spero di averne ancora tanto a disposizione per proseguire il mio viaggi, sempre insieme a lui e alle persone che amo.

Grazie mille per la sua disponibilità.
E in bocca al lupo per il suo progetto.

M.R.: Crepi il lupo

Civins

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