Intervista – Domande “sComode” a Federico Stragà

4 giugno 2018

È online il video di Ho esaurito la paura di Federico Stragà, girato nelle zone colpite dal terremoto dell’Aquila e il brano è in rotazione radiofonica dal 27 aprile. Ho colto l’occasione per fare quattro chiacchiere con Stragà, ma intanto qualche informazione su di lui, la sua carriera e questo nuovo progetto.

Il brano sostiene il progetto UN PAESE CI VUOLE, che l’Associazione Ai.Bi. Amici dei Bambini ha attivato dopo il terremoto che ha colpito il Centro Italia nel 2016, grazie al sostegno dell’Istituto Italiano della Donazione (IID) e di BANCO POPOLARE. “Il progetto di Ai.Bi. mi ha subito appassionato – sottolinea Stragà – perché qui ho ritrovato l’applicazione del senso della mia canzone. La paura e anche il senso di desolazione delle macerie sono mostri che vanno elaborati per poi poterli superare. Fare i conti con la paura significa esaurirla, averla accolta nel proprio cuore e macinata così a fondo da essersene liberati. Il fatto che Ai.Bi., tradizionalmente nota per occuparsi dei bambini abbandonati, gli ultimi, gli scarti della società, mantenga con UN PAESE CI VUOLE un punto di attenzione sulle zone colpite dal terremoto, ci fa comprendere come le macerie del corpo e dell’anima siano un tutt’uno. Mettere a disposizione la mia canzone per veicolare un messaggio positivo spero porti anche all’implementazione del progetto, penso alle connessioni che si potrebbero fare tra le famiglie di Montereale e quelle aquilane che hanno subito il terremoto del 2009”.

Federico Stragà, nato a Belluno il 10 luglio 1972, si avvicina alla musica a sedici anni e forma una band con alcuni amici. Nell’ottobre 1997 si iscrive all’Accademia di Sanremo e, superate tutte le selezioni, approda a Sanremo Giovani dove cattura l’attenzione dei produttori Mara Maionchi e Bruno Tibaldi con “La Notte Di San Lorenzo”. Nel 1998 partecipa al Festival di Sanremo tra le Nuove Proposte con il brano “Siamo noi”. Segue la pubblicazione dell’album d’esordio intitolato FEDERICO STRAGÀ. Domina la stagione radiofonica del 2000 con il brano “L’Astronauta”, apprezzato anche da Bobby Solo e Franco Battiato, che sono presenti in una versione remix. Nel 2001 esce il suo secondo album CLICK HERE, da cui vengono estratti altri due singoli di successo: “Cigno Macigno” ed “Eleonora non s’innamora”. Nel 2002 vince ‘Un disco per l’estate’ con il singolo “Il Coccodrillo Vegetariano”. Nel 2003 partecipa nuovamente al Festival di Sanremo nella categoria Big, interpretando “Volere volare” in coppia con Anna Tatangelo. Nel 2008, a sei anni dal suo esordio in un’inedita versione swing, esce il cd “Federico Stragà canta Frank Sinatra” che contiene alcuni tra i più grandi successi di The Voice. Questa interpretazione gli vale la partecipazione al Bologna Jazz Festival nel 2010 e il premio alla voce conferitogli dal Leggio D’oro nel 2013. Nel 2015 esce il suo nuovo singolo “Che Cos’è L’arte?”.

Oggi Federico Stragà vive a Bologna. «Questo è il primo disco – dice il cantante – in cui sono autore di tutti i brani. In passato ho vissuto lo scrivere canzoni quasi come un’autocostrizione, forse perché mi hanno spesso inquadrato come un cantautore. Negli ultimi anni, ho deciso di imbracciare la chitarra e approcciarmi alla scrittura con uno spirito diverso. Col tempo, ho scoperto che la costanza può tramutarsi in passione e che la passione è l’unico modo per fare qualcosa di genuino e magari anche di artistico. Scrivere è diventato un desiderio e i pezzi che compongono questo disco sono nati, proprio per questo, da una reale ispirazione e dalla voglia di dire qualcosa che mi rappresentasse con la massima sincerità. Su questa scia, ho voluto che l’album fosse suonato con strumenti veri, cercando di utilizzare la tecnologia il minimo indispensabile».

Tracklist – Guardare fuori di Federico Stragà
– Debole
– Guardare Fuori
– Preferisco
– I Primi Di Marzo
– Un Giorno Magico
– Ho Esaurito La Paura
– Indeciso
– Odio Il Mio Bassista
– Stragatto
– Che Cos’è L’arte?

L’intervista
Salve Federico, sono Giacomo Civino (Civins) e scrivo per Agorart. Prima di sottoporti una delle mie interviste scomode, volevo complimentarmi con te per il tuo nuovo disco, mi son piaciute in particolare “Odio il mio bassista” (essendo io un bassista) , “Che cos’è l’arte e volevo ringraziarti di aver allietato la mia Infanzia con “Cigno macigno” e “L’astronauta”, che tu ci creda o no la stavo fischiettando prima che mi arrivasse la mail per l’intervista.

Ciao Giacomo, mi fa molto piacere e ti ringrazio!!

Che fine hai fatto in questi anni?
Mi sono trasferito a Bologna per stare vicino a mia figlia che ora ha 14 anni. Mi sono appassionato allo swing, abbandonando per un po’ la chitarra e, di conseguenza, lo scrivere canzoni e il cantare in italiano. Negli ultimi anni ho ripreso a scrivere e l’ho fatto con più convinzione e impegno rispetto al passato, arrivando ora a pubblicare il mio primo album da autore di tutti i brani.

Come si è evoluto il panorama musicale in questi anni secondo te?
Non ho un’idea ben precisa in merito. Credo che la musica oggi venga vissuta in modo diverso rispetto al passato. Sembra forse che sia meno “importante” o necessaria. Ho l’impressione che i suoni e, in qualche modo anche i testi, si siano omogeneizzati.

Quale brano senti più tuo e perché?
Forse quello che dà il titolo all’album “Guardare fuori”. Mi fa ripensare alla mia infanzia quando guardavo di più fuori e meno dentro di me…o almeno questo è quello che mi ricordo.

Hai partecipato a Sanremo, lo rifaresti?
Sì, lo rifarei e sarei molto curioso di vedere come potrei viverlo oggi.

Con quale artista del panorama odierno ti piacerebbe collaborare?
Mi piacerebbe scrivere una canzone per o con Luca Carboni.

Civins

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