#ChiscriveSiracconta – Intervista all’autrice: Cinzia Giorgio

6 dicembre 2018

Tre pubblicazioni nel corso di quest’anno per Cinzia Giorgio, scrittrice, insegnante e direttrice di Pink Magazine Italia, una donna multitasking che noi di AgorArt abbiamo voluto conoscere da vicino con un’intervista, la prima della rubrica dedicata agli scrittori #ChiscriveSiracconta.

L’intervista
Ciao, Cinzia. Innanzitutto ti ringrazio per aver accettato la mia intervista per AgorArt. So benissimo che sei molto impegnata, di corsa da una città all’altra e adesso in promozione per Amori reali (Newton Compton), quindi non tergiverso ulteriormente.

Possiamo dire che il 2018 è stata per te una buona annata dal punto di vista delle pubblicazioni, hai cominciato con Maria Maddalena, poi in estate La piccola bottega di Parigi e ora Amori reali, passando dalla narrativa alla saggistica. Quanto tempo ti impegna la scrittura?
Prima di tutto ringrazio te e AgorArt per questa intervista! Ne sono a dir poco lusingata. Quanto tempo dedico alla scrittura, mi dici? Sono sempre davanti al computer. Non so quantificare il numero d’ore. Tante, tantissime. Praticamente sempre. Tuttavia la sera, dopo cena, stacco tutto e leggo. Altrimenti non potrei nemmeno pensare di poter scrivere.

Ti seguo su Facebook e – dai tuoi post, dai viaggi a Parigi, le foto e i commenti – emerge da tempo questo tuo attaccamento a due personaggi femminili riportati in due delle succitate opere: Maria Maddalena e Coco Chanel. Da dove nasce questo interesse per loro?
Sembrano di primo acchito due personaggi completamente agli antipodi. Eppure, senza correre il rischio di essere irrispettosa, ti posso dire che hanno molto in comune: una straordinaria forza di volontà in primis. Studio Maria Maddalena da quasi vent’anni e non finisce mai di stupirmi: una donna al di sopra di tutto e tutti, che ha saputo rivoluzionare se stessa e il mondo che aveva intorno. E se ancora oggi si parla di lei, non è un caso. La mia ammirazione per Coco Chanel è diversa: ammiro il suo coraggio e il suo stile. L’ho conosciuta davvero – prima ne avevo sentito parlare, ovviamente – solo quando sono andata per la prima volta a Parigi, in Rue Cambon, nel suo atelier. È stato lì che ho capito che cosa era stata capace di creare, da sola. Lei e Maddalena sono due donne così diverse eppure simili per alcuni aspetti.

Nella mia recensione a La piccola bottega di Parigi mi congedavo con un interrogativo su un tuo prossimo potenziale romanzo, e vorrei approfittare di quest’intervista per girarti direttamente la domanda: quale potrebbe essere la donna sulla quale vorresti scrivere in futuro?
Vorrei scrivere di donne meno note, ma che hanno contribuito con i loro comportamenti e il loro coraggio a cambiare la mentalità della società… ho in testa diverse trame, ma niente ancora di concreto.

Riguardo alla saggistica, hai pubblicato diversi titoli per Newton Compton, da Storia pettegola d’Italia e Storia erotica d’Italia al fresco di stampa Amori reali, mi domandavo e quindi ti chiedo: sei tu a proporre l’idea alla casa editrice o, al contrario, è la CE che chiede di occuparti del progetto? Da dove si parte per poter approntare/affrontare questo tipo di lavoro?
È un lavoro che faccio insieme a loro. Nel senso che ci vengono in mente delle tematiche e ne discutiamo fino mettere un progetto nero su bianco. Il resto si svolge tra le biblioteche, gli archivi e nelle ore di intenso ma gratificante lavoro di scrittura.

Vivi l’editoria a 360 gradi, non sei solo scrittrice, ma dirigi Pink Magazine Italia e la collana di narrativa digitale Pink Books, stando da una parte e dall’altra della barricata, qual è la tua opinione sulla qualità dell’editoria italiana? E qui una domanda un po’ cattivella, giacché lavori molto nel web: quanto l’editoria digitale possa essere un valore aggiunto o invece una nota di demerito per la narrativa (come pensano in molti)?
L’editoria italiana è bella perché varia. Molte case editrici (grandi e piccole) pubblicano autentiche perle, romanzi e saggi stupendi che ti fanno toccare con mano quanto il mondo sia pieno di talento, per fortuna. E secondo me la qualità paga sempre, anche in termini di mercato. Per l’editoria digitale: è una risorsa, ne sono certa. Sono una sostenitrice del libro digitale anche per ragioni ecologiche. Ma non solo per questo: il digitale ha dato la possibilità di far emergere autori che altrimenti sarebbero rimasti sconosciuti. Essendo cresciuta nella libreria di mio nonno, amo il libro di carta, sia chiaro, ma sono anche fermamente convinta che le due realtà possano coesistere e darsi man forte.

Siamo prossimi al Natale, un libro che consiglieresti come regalo?
Un classico, Il conte di Montecristo di Alexandre Dumas padre. Non si può non amarlo e non si può non leggerlo almeno una volta nella vita.

Hai progetti in cantiere per il nuovo anno?
Diversi, ho molte idee e tanta voglia di coinvolgere sempre più persone nei miei progetti. Amo condividere, sempre.

(Intervista di Sara Foti Sciavaliere)

Leggi anche…
– S.Foti Sciavaliere, La piccola bottega di Parigi – Recensione, in agorart.net, 25 novembre 2018.
– S. Foti Sciavaliere, “Maria Maddalena” di Cinzia Giorgio – Recensione, in Ripensandoci.com, 20 marzo 2018.
– S. Foti Sciavaliere, La piccola libreria di Venezia di Cinzia Giorgio – Recensione, in agorart.net, 4 novembre 2017.
– S. Foti Sciavaliere, La collezionista di libri proibiti di Cinzia Giorgio – Recensione, in agorart.net, 14 ottobre 2016.

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