Il colore nascosto delle cose: un incontro che cambia due mondi

9 settembre 2017

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Il colore nascosto delle cose, uscito nelle sale ieri 8 settembre, è una pellicola diretta da Silvio Soldini, con Valeria Golino e Adriano Giannini. Il film è stato proiettato fuori concorso al Festival di Venezia, che si chiude proprio oggi.

Il regista milanese per questo suo nuovo lavoro ha tratto spunto dall’esperienza avuta durante la recente realizzazione del documentario Per altri occhi diretto insieme a Giorgio Garini, in cui vengono raccontate le sorprendenti storie di alcune persone non vedenti che vivono la propria esistenza con coraggio e determinazione. Da questo progetto del 2013 è nata l’idea di sviluppare un film che, tra gli altri temi, affrontasse anche quello della cecità con un approccio intimo e antiretorico.

La trama
Emma (Valeria Golino) è un’osteopata che ha perso la vista a sedici anni, ma non si è lasciata inghiottire dall’oscurità: segue i suoi passi corti e incerti lungo le strade accidentate della città, guidata dal bastone bianco che non l’abbandona mai, come la consapevolezza che ogni giorno è una battaglia con qualche inaspettata sorpresa nel mezzo.

L’incontro con lo sfuggente Teo (Adriano Giannini) è una delle sorprese che la vita le riserva, come risarcimento di un divorzio recente più che del suo handicap. Teo è sicuro, avvenente, egoista, concentrato soltanto sulla carriera di “creativo” per un’agenzia pubblicitaria dalla quale non stacca mai, grazie a tablet e cellulari che lo tengono in perenne e compulsiva connessione con il mondo. Lui, che salta da un letto all’altro scivolando fuori alle prime luci dell’alba, avvicina Emma per gioco e per scommessa, incuriosito da quella donna originale che coglie le sfumature delle cose senza riuscire a tracciarne i contorni.

Una ventata di leggerezza li sorprende, ma quel galleggiare in allegria bruscamente finisce. Ognuno torna alla propria vita, anche se niente sarà più come prima.

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