Cuore normanno di Anna Joy French – recensione

16 Marzo 2015

Una piacevole lettura, un’appassionante storia d’amore tra le pagine della Storia della Puglia medievale, è Cuore normanno il romanzo di debutto di Anna Joy French nella collana I Romanzi Mondadori.

La trama
Puglia, XI secolo. All’indomani della presa di Bari da parte dei Normanni, Elena, figlia del defunto catepano bizantino Avartutèle, viene catturata durante una rappresaglia e sta per essere venduta come schiava ad Argirizzo di Gioannaccio, il nuovo governatore di Bari.

A ribaltare le sorti è Gérard de Bailleul, mercenario normanno soprannominato Lykos, il Lupo, per la ferocia con cui combatte, che sottrae Elena dalle grinfie di Argirizzo e la conduce al castello di Otranto, di cui ora è signore. La bella fanciulla greca decide di non rivelare la propria identità, ma le sue difese vacillano quando, dietro la maschera del feroce guerriero, scopre in Gérard un uomo ferito dalla vita, ma disposto a rimettersi di nuovo in gioco in nome dell’amore.

Uno spiacevole equivoco tuttavia costringerà Elena a compiere una scelta drastica pur di onorare la memoria del padre defunto e allora il Lupo dovrà lottare con tutte le forze per non perdere la donna che ama.

L’autrice
Anna Joy French vive in un paesino del centro Italia immerso nel verde. Dopo aver lavorato per anni come ricercatrice e archeologa, ha deciso di lasciare la carriera accademica per dedicarsi alla famiglia. Ama il mare e la storia medievale, soprattutto quella dell’Italia meridionale. Si è avvicinata per divertimento alla scrittura creativa, scoprendo nel romance una grande passione. Della precedente esperienza universitaria ha conservato lo spirito d’avventura, così, appena può, intraprende viaggi nei luoghi più suggestivi del Mediterraneo, alla ricerca di nuovi spunti per le sue storie.

Recensione
Come la stessa Anna Joy Frenxh ammette nelle “note dell’autrice”, il suo Cuore normanno ha quasi generato un falso storico con il personaggio di Elena, presentata come figlia di Avartuele Doukas, catepano bizantino di Bari. Avartutele è una figura storica, realmente esistita, ma l’ampia lacunosità sulla vita del catepano ha permesso all’autrice di lavorare di fantasia, dalla quale nasce appunto la nobile e bellissima Elena Doukas, la protagonista di Cuore normanno.

Elena è una giovane donna combattiva e fragile allo stesso tempo, in lotta con se stessa tra la passione per un nemico e il rispetto per il senso morale e l’onore del nome della sua famiglia. La sua ferrea volontà deve scontarsi però con il ruvido e apparentemente cinico Gérard de Bailleul, il mercenario normanno che la salva da un mercante di schiavi che sta per venderla a un nobile longobardo, Argirizzo di Gioannacci, uomo scaltro e infido, nuovo catepano di Bari in seguito all’assassinio di Avartutele.

Tra Elene e Gérard si preannunciano da subito scintille. Lei nobile bizantina bellissima e sempre dignitosa nella sua disgrazia. Lui, un cavaliere normanno al soldo di Roberto il Guiscardo, indurito da una tragedia del passato e dal molto sangue versato in battaglia. Sono come la paglia accanto al fuoco e, con soffi leggeri ad alimentare quella fiamma, si si scatenerà un incendio nei cuori dei due protagonisti e nelle vicende che si snodano nel romanzo.

Siamo, infatti, nel 1071, all’indomani della presa di Bari, sotto il dominio di Bisanzio, da parte di Roberto il Guiscardo d’Altavilla e dei suoi mercenari. Elena e Gérard dovrebbero quindi essere nemici naturali, la consapevolezza di ciò è maggiore in Elena, addolorata per l’uccisoone del padre durante l’assedio di Bari e per il tragico destino che l’attende lontano dalla sua corte e dalla sua famiglia a causa dei Normanni. La ragazza vive però ospite di Gérard nel castello di Hydruntum (l’attuale Otranto), del quale l’uomo è stato nominato domino, e lui, malgrado la tentazione che lei costituisce, si sottomette a un compromesso : non ne farà la propria amante contro la sua volontà, a patto che lei ogni sera le conceda un bacio. Quel bacio però fa vacillare la volontà di Elena, così come la tenerezza che a tratti emerge dai suoi modi spesso bruschi di Gérard. Elena si trova in tal modo a barcollare su un’altalena emotiva che la condurrà inevitabilmente tra le braccia del normanno.

Quando però tutto sembra risolto tra loro però emergono i segreti che entrambi si sono taciuti e che possono sconvolgere la loro unione per sempre. Di fatto, Elena non aveva rivelato interamente la propria identità, tacendo che fosse la figlia del defunto catepano Avartutele, mentre Gèrard non aveva avuto il coraggio di confessarle di essere considerato l’assassino dello stesso Avartutele. Il momento della verità è una sorta di salto nell’abisso per entrambi: lei non può accettare di amare l’omicida del suo amato padre e lui sa che per quanto possa dichiarare la propria innocenza Elena non gli crederà, la sua fama di sanguinario non gli concede alcun beneficio del dubbio.

In cuor suo però Elena continua a essere combattuta, neanche l’orrore di quel crimine riesce spegnere i suoi sentimenti per Gérard, iniziando a nutrire dei dubbi sulla sua colpevolezza. Da qui però gli eventi precipiteranno. Elena torna a Bari per sposare Argirizzo e Gérard ripiomba nel buio, così sprezzante della morte offre ancora i suoi servigi al Guiscardo e si scaglia a tessa basta contro i Saraceni in Sicilia, pronto a una fine gloriosa in battaglia, lontano dalla sua Elena e ignaro che lei intanto sta sciogliendo i nodi del complotto di Argirizzo, del quale sono tutti vittime.
Beh, il fato ritrova la strada verso il lieto fine, che non svelo, giacché forse ho già detto troppo.

Tra personaggi storici e di fantasia, oltre ai protagonisti, trovano di certo il loro spazio di rilievo Arnoux Delacroix, vicedomino di Otranto nonché compagno d’armi di Gérard, che, sebbene più giovane e scapestrato, sa leggere l’animo del suo capitano e guidarlo verso vie più rette quando rischi di smarrire la strada e la ragione. Un personaggio simpatico e irriverente, un satiro come lo definisce lo stesso Gérard, con il pallino fisso per le donne, ma dovrà capitolare di fronte alla saracena Madida, fedelissima dama di compagnia di Elena, per nulla docile e incline a cedere al suo fascino e alle sue attenzioni.

Accanto a Roberto il Guiscardo, Anna Joy French porta alla luce Sichelgaita, la moglie di stirpe longobarda del nobile normanno. Una donna risoluta e innamorata, che sa farsi apprezzare dal marito come sua pari, piuttosto che in posizione di remissività.

Cuore normanno coniuga e amalgama finzione e realtà storica, raccontando l’incontro-scontro di due culture, quella bizantina e quella normanna, che sono subentrate l’una all’altra segnando entrambe la terra di Puglia. E non è inverosimile che siano esistiti un’Elena e un Gérard che abbiano dovuto lottare per superare le differenze dei loro popoli, la diffidenza e i pregiudizi, per poter stare finalmente insieme.

Sara Foti Sciavaliere

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