Eurovision Song Contest 2019 – Le pagelle

19 Maggio 2019

Si è concluso un’edizione di Eurovision Song Contest molto discussa. L’ Italia sfiora la vittoria che va ai Paesi Bassi. Anche quest’ anno il trash non è mancato anzi più che mai è esploso sul palco di Tel Aviv. Ma andiamo con ordine.

Malta – Michela con Chameleon voto: 4
Piccola e carina, canzone orecchiabile, sembrava la versione Disney di Britney Spears i troppi colori e la troppa gente sul palco penalizzano fortemente la sua esibizione.

Albania – JonidaMaliqi con Khtejutokes voto: 7-
La canzone pare l’incrocio tra Grande amore de Il Volo e Processo a me stessa di Anna Oxa. La presenza fisica è molto importante e regge bene il palco.Il risultato non è malaccio: rientra in quelle robe che vogliono fare presa. Il ritornello si appiccica al cervello, anche se non credo resterà negli annali.

Repubblica Ceca – Lake Malawi con Friend Of a Friend voto: 4
Una boyband stile Jonas Brothers, odiosi con quelle faccine da bravi ragazzi, canzone che non prende minimamente mi chiedo come abbiano fatto a partecipare.

Germania – S!sters con Sister voto: 4
La versione teutonica di Paola e Chiara, pur non essendo sorelle, non mi piace per nulla. La ballata un po’ ritmata è abbastanza scontata con sonorità anni ‘90 (che vanno tanto di moda).

Russia – SergeyLazarev con Scream voto: 6
Vincitore di Bravo, bravissimo! condotto da Mike Bongiorno mi sarei aspettato un coup de théâtre nel ritornello, ma non è arrivato.

Danimarca – Leonora con Love is Forever voto: 5
Una ragazzina acqua e sapone, con una grande voce, ma senza carisma. Tutto molto bello, la scenografia surclassa la voce. Davvero un gran peccato.

San Marino – Serhat con Say Na NaNa voto: 7
Pronuncia inglese pessima, abito bianco ed ecco a voi il primo turco sammarinese. Uscito direttamente dalle peggiori discoteche anni ’90, porta realmente quella carica di trash che serve ad alzare il livello della competizione.

Macedonia del Nord – Tamara Todevska con Proudvoto: 6 e 1/2
Tamara è figa, dedica alla figlia – affinché diventi orgogliosa, libera e coraggiosa –, nulla da aggiungere.

Svezia – John Lundvik con Too Late for Love voto: 8
Portava ben due canzoni in quest’Eurovision. BiggerThanUs del britannico è scritta da lui. Bella presenza sul palco e azzeccata la scelta del gospel, ma un pochino di grinta in più non avrebbe guastato.

Croazia – Zala Kralj&GašperŠantl con Sebi voto: 4
I piccioncini del festival non sanno di nulla. Prestazione asettica e non convincente. Troppo impegnati ad amarsi e a cercarsi più che a cantare.

Cipro – Tamta con Replay voto: 7
Anvedi. È Tamta roba questa. Look: Lady Gagadocet. Il ritornello molto catchy ricorda un (bel) po’ un altro brano. Ah, sì: Touteslesmêmes di un certo Stromae.

Paesi Bassi – Duncan Laurence con Arcade voto: 4
Ha vinto ok, ma la canzone è una palla tremenda. Nel videoclip ufficiale fa il bagno nudo. Se avete un qualche prurito fateci un salto, magari potremmo capire meglio il perché di questa vittoria.

Grecia – KaterineDuska con Better Love voto: 5
Bella voce ma, canzone letteralmente trita e ritrita a livello musicale.

Israele – Kobi Marimi con Home voto: 3
Nonostante l’ovazione del pubblico, che conosce a memoria ogni singola strofa di un pezzo che, nonostante sia accompagnato da uno dei gruppi vocali (probabilmente) scartati da X Factor, è di rara bruttezza. Oh Licitra, per favore non fare ‘sta roba col nuovo album eh!

Norvegia – KEiiNO con Spirit in the sky voto: 9
Brano pop-joink, (canto tradizionalenorveggese). Un bel tunztunz che risveglia e fa ballare.

Regno Unito – Michael Rice con BiggerThanUsvoto: 9
vera e propra Hit radiofonica tirata fuori in collaborazione con la Svezia, è pop non ci si può fare nulla.

Islanda – Hatari con Hatriðmunsigra voto: 10
Metal all’Eurovision? Posso morire felice. Ritmo aggressivo, latex a tutto spiano e la parola Odio nel nome. Adoro!

Estonia – Victor Crone con Storm voto: 4
La sua unica fortuna è che si è esibito dopo l’Islanda. Non mi sono neanche reso conto del suo passaggio. Più che Storm una pioggerellina estiva.

Bielorussia – Michael Rice e ZENA con Like It voto: 6
Look urban per un pezzo che, con la cultura urban, non c’entra nulla. Pop-dance alla Freaky Fortune (duo ellenico che partecipò all’ESC). Tanto caruccia.

Azerbaigian – Chingiz con Truth voto: 6
Belloccio e con una canzone passabile. Nel complesso mediocre.

Francia – Bilal Hassani con Roi voto: 7
La forza che Bilal ha quando canta nella sua lingua, la perde quando intona strofe in inglese. A questo si aggiunge una composizione che non convince. Anche se il messaggio a rompere gli schemi è importante.

Italia – Mahmood con Soldi voto: 10
Forse penalizzato, forse no. Merita per come ha unito tutta la platea e il mondo con quel semplice battito di mani. Consacrazione internazionale confermata senza se e senza ma. Unico. Oltra al secondo posto vince anche il premio come miglior composizione.

Serbia – Nevene Božović con Kruna voto: 3-
Quella che all’inizio sembra una lagna, nota dopo nota è, effettivamente, una lagna. Anche se cantata da una che potrebbe gareggiare a Miss Mondo.

Svizzera – Luca Hänni con She Got Me voto: 4
La brutta copia di Ricky Martin non convince nessuno, neanche i suoi connazionali. Canzone orrenda, mix di tutto quello che si potrebbe trovare in giro di commerciale.

Australia – Kate Miller-Heidke con Zero Gravity voto: 8
Oh, finalmente qualcosa per cui è valsa la pena guardare l’ESC. Le esibizioni dovrebbero essere tutte così spettacolari. Solo un dubbio: ma siamo sicuri che Kate Miller non sia una delle Yavanna?

Spagna – Miki con La Venda voto: 4
Pezzo latino americano molto di tendenza e ottimo in ottica estiva. C’è solo un piccolo problema io odio il latino americano come genere musicale.

Civins

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