Festival di Berlino: viene premiata La Paranza dei bambini

17 Febbraio 2019

L’Orso d’argento della 69esima edizione del Festival di Berlino a La Paranza dei bambini come miglior sceneggiatura. La cerimonia di premiazione si è aperta con un lungo applauso a «quelli che non ci sono più», come il grande attore svizzero Bruno Ganz, morto proprio ieri. Il secondo applauso, accompagnato da una lunga standing ovation, è stato per il direttore di 18 edizioni del festival di Berlino, il decano della Berlinale Dieter Kosslick. «L’uomo che ha reso la Berlinale quello che è oggi» – come è stato definito – è stato salutato con un lungo ringraziamento dalla ministra tedesca della cultura, Monika Gruetters.

La pellicola di Claudio Giovannesi, unica italiana in concorso, è tratta dal libro omonimo di Roberto Saviano che ne è anche sceneggiatore insieme allo stesso regista e Maurizio Braucci. «Dedico questo premio alle Ong che salvano le vite nel Mediterraneo» ha detto Roberto Saviano alla cerimonia di premiazione, a tre anni dall’Orso d’oro per ‘Fuocoammarè nel 2016. Mentre Giovannesi ha dichiarato: «Vogliamo dedicare questo premio al nostro Paese nella speranza che l’arte, la cultura e la formazione tornino a essere una priorità per l’Italia».

Come aveva spiegato lo stesso regista martedì scorso alla conferenza stampa di presentazione del film, La paranza dei bambini si muove «sul binomio gioco e guerra». Racconta la vicenda di un gruppo di adolescenti del rione Sanità di Napoli che si trova a occupare un vuoto di potere nella malavita locale. I ragazzini, nel gergo, vengono definiti «paranza» come quei piccoli pesci che vengono catturati dalle reti a strascico: se sono fortunati sopravvivono alcuni anni, fanno tanti soldi e poi finiscono uccisi. «Si tratta di una storia ispirata a fatti veri – aveva dichiarato l’autore di Gomorra – gruppi di ragazzi che hanno occupato un vuoto di potere, fatto unico nella storia della Camorra. Il film sceglie una particolare prospettiva, quella dell’emozione».

L’Orso d’oro della 69esima edizione del Festival di Berlino è invece andato al film ‘Synonymes’ dell’israeliano Nadav Lapid, una coproduzione israelo-franco-tedesca, mentre il Gran premio della giuria internazionale – presieduto da una luminosa Juliette Binoche – è stato assegnato a Francois Ozon per il film ‘Grace à Dieù, sugli abusi sessuali nella chiesa Cattolica. Freddezza e qualche fischio in sala ha suscitato l’assegnazione del premio alla miglior regia a Angela Schanelec per il film ‘I Was at Home, but’. Il premio per la miglior attrice e per la miglior interpretazione maschile sono andati a Yong Mei e a Wang Jingchun per lo stesso film, il cinese ‘So Long, My Son’. Il premio Alfred Bauer, al film più innovativo, è stato assegnato invece a ‘System Crasher’ di Nora Fingscheidt. Questa 69esima Berlinale è stata l’edizione degli addii.

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