Il mare in base al vento di Valentina Perrone – Recensione

3 Novembre 2019

Ritorna nelle librerie, la scrittrice e giornalista salentina, Valentina Perrone, che ha il suo nome indissolubilmente legato al libro d’esordio Un caffè in ghiaccio con latte di mandorla, ma arriva al suo terzo titolo con Il mare in base al vento (Casa Edtrice Kimerik), una storia travolgente storia d’amore ambientata nella sua terra, il Salento.

La trama
Un lavoro, due amati genitori e un amico prezioso: Silvia, libraia trentaduenne, è la classica brava ragazza, che vive di affetti sinceri e sogni nel cassetto. La sua serenità è irrimediabilmente messa alla prova quando incontra Carlo, affascinante ingegnere dal passato ingombrante che troppo spesso invade il presente.

I loro destini s’incrociano nella loro terra, il Salento, adagiato tra i due mari e di frequente in balia dei moti del vento. Sullo sfondo dei vicoli di Lecce vecchia e della spiaggia di Santa Maria al Bagno, i due navigheranno le acque di un amore travolgente e impareranno che si può decidere di trovare la pace nonostante la tempesta. Ma solo se si è disposti a scoprirsi fragili, a rimboccarsi le maniche per cercare il coraggio e a concedere il perdono.

L’autrice – Valentina Perrone
Vive tra Guagnano e Salice Salentino (Lecce) e ha conseguito la laurea con il massimo dei voti presso l’Università del Salento, è giornalista pubblicista collaborando con il Nuovo Quotidiano di Puglia, oltre a essere una delle più giovani scrittrici salentine contemporanee. Nel 2015 ha pubblicato il suo fortunato libro d’esordio, Un caffè in ghiaccio con latte di mandorla, e nel 2017 il romanzo Memorie di Negroamaro, editi entrambi da Esperidi e diversi suoi racconti sono contenuti in antologie. Ha ricevuto premi e riconoscimenti per i suoi libri, per l’attività giornalistica e per l’impegno a sostegno della cultura e nella tutela degli animali.

Recensione
Provo un personale piacere leggere libri ambientati nel Salento, alla scoperta di luoghi, colori e odori da riconoscere fra le righe delle storie raccontate, quindi non potevo non leggere Il mare in base al vento di Valentina Perrone, che – autoctona – quei luoghi, quei colori e odori li conosce bene, e sa raccontarli con la stessa genuinità e semplicità che è ancora parte di questo fazzoletto di terra tra due mari che è il Salento.

La sua scrittura non presenta artifici, racconta del quotidiano, di vite che potrebbero essere quelle di chiunque di noi, affrontandole con schiettezza e senza fronzoli. La storia di Silvia viene raccontata attraverso i suoi occhi e i suoi pensieri, quindi è tutto filtrato dal suo punto di vista; questo consente di vivere più intensamente la sua vicenda poiché l’espediente permette di “sentire” tutta la storia vestendo i panni della protagonista, senza interferenze. Man mano che si legge, fino a raggiungere pagina 190, si diventa un po’ parte di Silvia, delle sue speranze e del suo dolore, della sua ricerca di coraggio di cambiare, di scegliere, di ritentare.

E trovo inoltre accattivante l’idea di Valentina Perrone di acquisire un costume locale, quella dei salentini di scegliere (avendo la fortuna di poterlo fare) il mare – Adriatico o Jonio – da raggiungere in base a come tira il vento e le conseguenti condizioni che rendono più piacevole una costa piuttosto che l’altra, ma vestendola di una sorta di filosofia di vita, quella che suggerisce Carlo a Silvia.
«Possiamo decidere che per noi il mare sia sempre calmo. […] Penso alle volte in cui scegliamo il mare in base al vento. Di scegliere lo Ionio quando soffia la tramontana e l’Adriatico se spira lo scirocco. Il mare agitato non ci piace quasi mai, per questo andiamo sempre dove possiamo goderne la pace. […] Voglio dire che se il vento non possiamo governarlo, il mare invece possiamo sceglierlo. Ed è un po’ come la vita. Se è il destino che decide, anche noi in qualche modo possiamo metterci le mani e scegliere la pace».

Sara Foti Sciavaliere

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