Il primo re: il film che racconta la genesi epica di Roma

30 Gennaio 2019

Domani, 31 gennaio 2019, arriva nelle sale Il Primo Re, un film spettacolare e a tratti brutale, diretto da Matteo Rovere, che tra storia e leggenda vuole ricostruire i natali del più grande impero che la storia abbia conosciuto. Il film è prodotto da Rai Cinema, Groenlandia, Roman Citizen e i belgi di Gapbusters .

La trama
Romolo (Alessio Lapice) e Remo (Alessandro Borghi) sono due fratelli gemelli che vivono in pace, allevando le loro pecore. Travolti da una spettacolare piena del fiume Tevere, vengono catturati, assieme ad altri – dai crudeli guerrieri di Alba Longa. Grazie alla loro astuzia e alla loro forza, riescono a fuggire assieme agli altri prigionieri, portando con loro una vestale (Tania Garribba) e il Sacro Fuoco che custodisce.

Da quel momento in avanti, con Romolo gravemente ferito, dovranno lottare per la sopravvivenza, attraversando foreste oscure e affrontando feroci nemici. E dovranno fare i conti con un Destino divino che metterà i due fratelli di fronte a scelte difficili e a confrontarsi con la loro voglia di esercitare il libero arbitrio. Fino al raggiungimento delle sponde del Tevere, e alla fondazione di una nuova civiltà. Dal loro sangue nascerà una città, Roma, il più grande impero che la Storia ricordi. Un legame fortissimo, destinato a diventare leggenda.

Il Lazio del 753 a.C., l’anno della fondazione di Roma, era simile a una terra di barbari. Si combatteva con lance dalla punta di bronzo, ci si copriva con pelli di animale. L’agricoltura e la pastorizia erano le forme primarie di sussistenza, le case erano capanne dalle mura di fango. Condizioni di vita che richiamano quelle della Gerusalemme prima di Cristo o degli indiani d’America“. Il film non ancora apparso sul grande schermo, riceve giù un voto positivo, quello di Sergio Iacomoni, presidente del Gruppo Storico Romano, che da 25 anni mette in scena a Roma – nella cornice del Circo Massimo – la ricostruzione “istituzionale” dei natali della città. Un evento che è al centro del film di Rovere, con Alessandro Borghi nei panni di Remo e Alessio Lapice in quelli di Romolo, e sul quale è oggi impossibile avere certezza assoluta: “Si pensa che i due fratelli, che forse non erano nemmeno gemelli, furono allevati da una lupa, ovvero una prostituta – spiega Iacomoni – ma per avere un quadro preciso di quell’epoca possiamo basarci su pochissimi reperti. Roma si è espansa costruendosi addosso: per scoprire cosa accadde davvero intorno al Tevere dovremmo dragare il fiume per almeno 4 metri”.

Le riprese de Il primo re si erano concluse già alla fine del 2017, ma un’opera ambientata addirittura nel 753 A.C. aveva necessariamente bisogno di molto lavoro post-produzione, in particolare pare per una spettacolare scena all’inizio del film. La gran parte degli effetti e dei trucchi però è stata realizzata già in fase di ripresa, grazie agli artisti e alle maestranze tutte italiane che hanno partecipato alla produzione, così come, nonostante la partecipazione di una società belga, anche gli stunt sono a opera della troupe italiana.

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