Intervista a Gina Affinito, curatrice d’arte contemporanea

13 Gennaio 2020

Per professione e interesse personale ho una certa affinità con il mondo dell’arte, ma un limite è la dimensione dell’arte contemporanea, che per la mia comprensione è quasi inaccessibile. Ho avuto modo di partecipare agli eventi però organizzati da Gina Affinito, curatrice d’arte contemporanea che il suo lavoro lo fa per professione e passione, è una certa curiosità mi ha spinto a indagare un po’ dietro le quinte di questo mondo.

Dietro suggerimento della stessa Gina (ed estendo la proposta a quanti come me guardano con diffidenza a questo ambito), ho letto “L’arte contemporanea spiegata a mia nonna” di Alice Zannoni, ma senza dubbio l’esperienza d’arte sensoriale “Nel buio” tenutasi a Lecce lo scorso dicembre mi ha motivato ancora di più a far raccontare da lei stessa questo eclettico e volitivo mondo dell’arte contemporanea. Inauguriamo così ad AgorArt una nuova rubrica di interviste, dopo quelle di musica e letteratura.

L’intervista

  • Il progetto della mostra sensoriale (fantastico per la mia esperienza personale!), possiamo dire che ha una duplice valenza, sensibilizzare alla diversità/disabilità e offrire un differente approccio all’arte, giusto?
    Esattamente. L’idea, nata in collaborazione con il gruppo UIC di Lecce, è quella di rendere fruibile le opere d’arte in maniera differente; diversamente da come accade nei Musei (dove siamo abituati a leggere “dont touch”) le opere del percorso “ Nel Buio” devono essere toccate, percepite, sfiorate, con tutti gli altri sensi, tranne la vista. Ma non solo: un’esperienza per scoprire da vicino e sperimentare come la percezione della realtà, delle opere d’arte e la comunicazione possano essere molto più profonde e intense in assenza della luce.
  • Dal progetto NEL BUIO, mi è venuta spontanea un’osservazione: oggi possiamo parlare di arte “accessibile”?
    Assolutamente sì, in questo caso accessibile alla categoria dei non vedenti e diversamente accessibile ai fruitori vedenti.
  • Dall’esperienza di curatrice riesci a valutare quanto in generale la gente sia facile, o no, avvicinare all’arte, e in particolare all’arte contemporanea?
    Ci sono diversi parametri di misura: per quella che è la mia esperienza in un progetto artistico riuscito traspare, oltre allo spessore degli artisti coinvolti, una buona dose di contenuti emozionali che collega il progetto ad una sorta di esperienza personale, o quantomeno a riconoscersi in alcune opere esposte e nel pensiero dell’artista, non ultimo, la passione e l’affinità tra tutte le forze impiegate, intendo tra artisti, curatore, critici. Tutto questo può far realmente avvicinare all’arte contemporanea.
  • Mi cospargo il capo di cenere e chiedo venia, ma sono la prima (e te l’ho confessato più volte) a guardare con diffidenza all’arte contemporanea, non la capisco, faccio fatica a “leggerla”. Tu in quanto professionista che si muove in questo ambito, come fai a valutare un’opera ritenendola arte e valida ad esempio per un percorso espositivo?
    Ho anticipato la tua domanda con la risposta precedente. Non c’è assolutamente da chiedere permesso per l’Arte, sia essa intesa come arte classica, contemporanea o nelle sue forme più esasperate. Non dico che c’è spazio per tutti i generi e gli artisti, ovvio, anche io ho le mie preferenze di genere. Semplicemente dico che l’Arte oggi è un’emozione, che scegliamo di cogliere o no, di farla entrare in noi o no, di volerla capire o no. Personalmente sono più vicina ad artisti contemporanei, specchio della nostra società (anche nelle controversie), cerco di nutrirmi da loro e di crescere professionalmente con loro… e ti assicuro che molto spesso anche io con certe opere ho difficoltà a relazionarmi!
  • È stato l’argomento caldo, in ambito artistico, delle ultime settimane dell’anno appena trascorso, il web e i social non si sono risparmiati in proposito: cosa pensi dell’opera “edibile” di Cattelan in mostra a New York? A parte l’’idea provocatoria, davvero anche questa si può definire arte?
    Sorrido  (Certe cose non le faccio entrare nella mia vita lavorativa…) Un fragoroso “no comment”, non per snobbismo, ma semplicemnete perché non nutro nessuna simpatia per le provocazioni esasperate di Cattelan.
  • Come sei arrivata a fare la curatrice d’arte?
    Attraverso un percorso non proprio lineare all’inizio, tanta esperienza “dal basso”, una sorta di manovalanza dell’arte, affiancando artisti, colleghi di spessore… e tanto ancora ho da imparare!
  • Hai fatto esperienza di settore anche negli Emirati Arabi, come è stato? Come accoglie la cultura araba l’arte e quali sono le differenze con gli ambienti occidentali?
    Sono alla mia sesta esperienza negli Emirati e non è stato facile. Sono entrata in punta di piedi, con piccole esposizioni di artisti italiani in un Paese dove l’arte è considerata per lo più un vezzo e con pochissima storia pregressa a riguardo. Mi sono scontrata con scetticismo, fruitori non “educati” all’arte, e per certi aspetti “non pronti” per alcune tematiche. Ma, per fortuna, qualcosa si è consolidato ed una bella fetta crescente di fruitori mi attende ogni anno.
  • I tuoi prossimi progetti, Gina?
    Il prossimo, in ordine di date, sarà proprio a Dubai, presso la Cartoon Art Gallery. Poi ci saranno progetti a Matera, Roma, Napoli, Firenze e Lecce.
Presentazione Antica Saliera

Antica Saliera – studio | gallery | ipogeo apre le porte dei suoi ambienti per rivelarsi, a chi si trova a visitarla, nel suo essere luogo di armonie.#anticasaliera #gallery #studiodarte #Lecce #videopromo #ginaaffinito #spazioespositivo #mostre #studioLynx

Pubblicato da Antica Saliera su Domenica 25 novembre 2018

Note biografiche: chi è Gina Affinito?
Nata a Maddaloni, in provincia di Caserta, consegue il diploma di I livello in Pittura e Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, consegue nel 2014 il Diploma di Counselling Professionista presso l’Accademia Imago, Istituto di Psicoterapia in Napoli. Curatore d’arte, specializzata presso la scuola ArteData in pratiche curatoriali delle arti contemporanee conseguendo due mini master in: Allestimento ed Esposizione Museale (2012) e Management Eventi dell’Arte Contemporanea (2013). È ideatrice e realizzatrice di rassegne d’arte curate per enti pubblici, privati, fondazioni, gallerie ed associazioni, in Italia e all’estero. Da maggio 2018 ha aperto e dirige lo spazio “Antica Saliera – studio | gallery | ipogeo” nel centro storico di Lecce, ma si sta muovendo verso nuovi orizzonti e avventure. Un po’ nomade, è sempre alla ricerca…

www.ginaaffinito.com

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