Intervista a Lorenzo Galassi: la parodia delle canzoni trap in chiave pokèmon

8 Aprile 2019

Lorenzo Galassi è un content creator livornese, che ha fatto della musica uno dei suoi tanti modi per comunicare, riuscendo a parodizzare delle canzoni trap in chiave pokémon, riuscendoci con ottimi risultati. Il suo primo singolo GALA & SQUIRTLE – “Gotta Catch It” (Parodia ‘I Love It’ – LilPump& Kanye West) Pokémon Trap esce il 29 dicembre del 2018 ed è diventata in poco tempo un tormentone non solo per gli amanti del brand dei mostriciattoli tascabili. Il 28 marzo è uscita il suo secondo brano QWILFISH w/ Cydonia&Pardini – Parodia di “British” della Dark Polo Gang.

L’intervista a Lorenzo Galassi

– Raccontaci di te.
Sono un content creator, ho iniziato nel 2016 a fare video su Youtube perché è nato Pardini (un giocatore di competitivo) ed io ho deciso di dare il mio contributo a Pokémon entrando molto più nello specifico, non andando quindi alla ricerca di utenti, ma ho cercato la specificità del prodotto, se ti dovesse servire una guida io la faccio, pur essendo consapevole del fatto che faccia meno views, però serve a livello culturale. Sono una persona che ha fatto sempre sport, in particolare arti marziali, amo quello che in gergo viene definito PvP (player versus player), non tanto contro delle persone perché non ha senso litigare con la gente, ricercavo più che altro delle regole contro cui scontrarmi.

Vincere una discussione mi dà la stessa sensazione che vincere una partita contro qualcuno. La discussione ha a livello dietro di sé troppi messaggi e, studiando quello, non ho mai voluto confrontarmi nella realtà con le persone ed ho quindi preferito delle situazioni create appositamente per questo scopo. Oltre ad essere un comunicatore, un giocatore di PvP ed un content creator, sono anche una persona che si è sempre avvicinata al mondo del marketing. Sono una persona che cerca di essere a tutto tondo, cercando di scoprire il web e non sempre a 360 gradi.

– Come nasce la tua passione per i Pokémon?
Io sono stato uno dei pochi ragazzini a non aver visto il primo episodio di Pokémon quando uscì, il giorno dopo a scuola i miei compagni mi prendevano in giro per il fatto che non conoscessi chi fosse bulbasaur dicendomi: “Bulbasaur è un Pokémon che fa squenosqueno (verso) e spruzza l’acqua ed è di tipo erba” lì per lì ho accantonato l’idea perché non mi aggradava. Successivamente mio cugino mi ha passato il suo game boy e facendo salire di livello un pokémon mi sono appassionato, poco dopo ha iniziato a giocare anche mio fratello. Poi ne corso degli anni ho capito che Pokémon era solo una scusa per avvicinarsi ed aggregarsi agli altri, per esempio al mare, a scuola.

– Come nasce la tua passione per la musica?
L’unica cosa ho provato a suonare in vita mia sono stati il flauto a scuola e la chitarra, ho provato ad approcciarmi a tante cose, nessuna di queste suscitava realmente il mio interesse. A Livorno c’è il conservatorio, il livello per quanto riguarda la cultura musicale è molto alto, inoltre avendo un’economia prettamente basata sui locali, questo ha fatto sì che io fossi circondato da musicisti, un mio amico ha concluso 7 anni di conservatorio in due, un altro mio amico di origini domenicane è stato campione nazionale di Hip-Hop per tre volte.

Crescendo ho frequentato diversi tipi di ambiente, ed in alcuni sono venuto con l’hip-hop, al posto di farlo anche io, mi sono concentrato per lo più a capirne i regolamenti ed i meccanismi. Con il tempo mi sono convinto che più che un musicista sono un ragazzo che ama comunicare. Questo nel corso degli anni mi ha fatto sviluppare un ottimo orecchio e tutto ciò mi ha aiutato a iniziare a scrivere a cambiare parole. Ho conosciuto negli anni anche diversi produttori. Il mio amore per la musica nasce facendomi “sporcare” da tutti i generi possibile cercando tra loro dei punti di contatto e prendendo il meglio da ognuno.

– Questo connubio potrebbe giovare al brand avvicinando i semplici curiosi, che di conseguenza si avvicinerebbero al tuo canale Youtube?
Allora, è stata una decisione basata su uno studio non solo dalla mia volontà di creare, per esempio guarda FaviJ, inizialmente era odiato da tutti, successivamente tutti hanno imparato a rispettarlo, non solo grazie a Yotobi, ma anche grazie alla sua canzone Haters in Italia, nella quale mandava a quel paese tutti quelli che gli andavano contro pur mantenendo le regole che il suo personaggio gli imponeva, annunciando poi sempre nel canale di Yotobi che lui aveva riscosso ancor più successo dopo la canzone riuscendo a fare determinate views anche quando il video non era il massimo.

Mi sono quindi chiesto: “cosa posso fare per il bene del brand ma anche per il mio bene?” La risposta è stata semplice:”Posso andare a creare un contenuto che copra la parte mancante di pubblico, perché pokémon viene coperto per quanto riguarda i maggiorenni da Cydonia e Pardini, mentre Federic e Dlarz hanno sempre coperto la parte riguardante i bambini. C’è una mancanza nel coprire quella fascia di età che riguarda i ragazzini che hanno voglia di sentirsi grandi e che ripudiano Pokémon perché la ritengono roba per bambini. Volevo fare qualcosa di nuovo, qualcosa che la trap potesse attrarre. L’ho fatto oltre che per fare qualcosa di nuovo, per complementarietà e per dare un’identità più definita di me stesso, perché ero visto come il cugino di Pardini, ero quello che aveva insieme a Cydonia il record di persone connesse ad un evento di Videogame.

Dovevo definirmi, volevo essere di nuovo, qualcosa che facesse dire guarda questo quanto è ganzo in una maniera facile. Il contenuto accessibile è la canzone, che mi fa dire guarda quanto sono figo! Perché io mi sento figo giocando a Pokémon. E’ figo che io faccia determinate cose di Pokémon che nessuno ha mai fatto prima, che io possa dire “Quanto cazzo sono Qwilfish” con una maschera sopra, nominando uno mostriciattoli tascabili che nessuno si ricorda, voglio lanciare un messaggio:” le cose fighe, lo sono non tanto per la cosa in sé, quanto per come la vivi”. Il tutto è venuto fuori da un’analisi attenta e ponderata.

– Cosa pensi di quei cantanti che utilizzano dei rifermenti videoludici pur non essendo mai venuti a contatto con questo mondo?
Per quanto riguarda gli artisti che citano i videogiochi ho tanta fiducia, me l’ha data Ghali quando fece uscire il singolo Dende, La Dark Polo Gang durante Extra-Factor chiamava i propri concorrenti pokémon, Sick Luke il noto produttore musicale ha come immagine del profilo Instagram lui vestito di viola con dietro un Haunter, Mambo losco ha fatto uscire un freestyle che ha come nome Pikachu Freestyle, anche Lil Skies nomina i Pokémon nel suo pezzo Lust, il tutto è partito dai tempi dell’ hip-hop dove i riferimenti al mondo delle consolle non mancavano, se prendi ad esempio Marracash ha fatto la pubblicità di Pokémon Bianco e Nero, qui non si parla più di cultura videoludica ma di cultura generale, Shade ha fatto la gavetta con i videogiochi perché sono citazioni fruibili a tutti i ragazzi.

Ci sono altri brani in programma?
Si, ci sono altri due pezzi in programma, sono già scritti e ci sto lavorando, saranno le parodie di RollsRoyce di Achille Lauro e Gucci Gang di Lil Pump entrambe in chiave pokémon.

Civins

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