Intervista – Domande “sComode” a Valentina Gullace

In queste giorni è in rotazione radiofonica “Winter” (Filibusta Records), il nuovo singolo estratto dal suo ultimo album La mia stanza segreta della cantautrice, attrice, ballerina, performer di musical Valentina Gullace, che ha risposto alle domande della nostra intervista.

  • Come nasce il singolo “Winter”?
    “Winter” è stata scritta in due momenti diversi della mia vita. Ho iniziato 8 anni fa, stavo scrivendo una lettera che non ho poi inviato ma mi sono bloccata alle prime due strofe (che all’epoca avevo scritto in italiano). Ho ripreso in mano il brano due anni fa e ho riscritto tutto in inglese, immaginando una ragazza che scrive al proprio amore perduto, fra la difficoltà di dover andare avanti senza di lui e la speranza ingenua che tutto possa ricominciare. Ho deciso di mantenere lo stesso tema della lettera anche nel videoclip del brano, diretto da Giacomo Citro, video incentrato sulle figure di due donne appartenenti ad epoche storiche diverse ma accomunate dalla stessa ferita emotiva: la fine di un grande amore. Il titolo del brano non fa riferimento didascalicamente alla stagione invernale, bensì a quella sensazione di freddo che si prova quando perdiamo qualcuno a cui teniamo.
  • Hai qualcosa che non hai mai detto a nessuno e tenuto per te?
    Credo che tutti noi abbiamo una parte che teniamo riservata e segreta, spesso per colpa della paura di non essere abbastanza. La mia parte segreta era la “Valentina cantautrice”. Scrivevo le mie canzoni e non le facevo ascoltare a nessuno perché non sentivo il bisogno di espormi così tanto e di scoprirmi fino a quel punto e perché temevo di non essere abbastanza brava.

    Stessa cosa per quanto riguarda la voce cantata: fino a 21 anni cantavo di nascosto e invece studiavo per diventare una danzatrice professionista, perché la danza mi faceva sentire più sicura. Mi imbarazzava cantare in pubblico, da ragazzina avevo provato a farlo in alcune rarissime occasioni ma la paura era stata talmente grande da avermi bloccata e da avermi fatto passare la voglia di riprovarci, sebbene tutti mi dicessero che avevo una bella voce.

    Scegliendo di pubblicare un disco con le mie composizioni ho fatto un passo davvero molto grande e che mi ha messa parecchio in crisi, ma oggi sono felice di aver rischiato. Ho intitolato il mio disco “La mia stanza segreta” proprio perché in quella “stanza” siamo al sicuro da tutto e possiamo essere liberi di esprimerci senza paura di sbagliare. Il mio disco è la mia stanza segreta!
  • Parlaci del tuo disco “La mia stanza segreta”.
    “La mia stanza segreta” contiene 11 composizioni a cui ho lavorato in epoche diverse della mia vita. Ho sempre scritto solo per me stessa, quasi come se le mie canzoni fossero pagine di un diario segreto in musica, dunque quando ho deciso di pubblicare un album ho necessariamente fatto una scelta includendo solo i brani che mi rappresentavano maggiormente alla luce della donna e dell’artista che sono diventata.

    È stato importante il lavoro di ricerca del sound e avevo molto chiaro cosa volevo: un retrogusto jazz con un approccio aperto a stili come il soul e l’R’n’B senza perdere lo spirito melodico e cantautorale che contraddistingue i miei brani. Ho lavorato agli arrangiamenti insieme al mio pianista, Seby Burgio, musicista di grande talento e versatilità. Nel disco ho avuto l’onore di ospitare il grande Fabrizio Bosso alla tromba, il chitarrista jazz Daniele Cordisco e inoltre duetto col mio collega attore e cantante Marco Stabile, sul brano “Resta qui”. Gli altri musicisti: Daniele Sorrentino ha suonato il basso e contrabbasso, Dario Panza la batteria, Vanessa Cremaschi il violino e Giovanna Famulari il violoncello.
  • Sei un’artista a 360 gradi, come riesci a fare tutto al massimo?
    Non smetto mai di studiare, di mettermi in discussione e di “rubare” dagli artisti che ammiro. Dal 2006 giro i teatri di tutta Italia con i musical e ho fatto un lungo percorso di formazione nel canto, nella recitazione e nella danza, parallelamente allo studio del pianoforte. Studio e ascolto il linguaggio jazzistico fin da adolescente ma non mi pongo limiti di genere e stile, tanto da essere stata anche la cantante di una band nu metal. Cerco di approcciarmi alle arti con rispetto e curiosità, senza mai fare il passo più lungo della mia gamba ma desiderosa di mettermi alla prova e di scoprire nuovi modi per esprimermi e raccontare.
  • Quali sono i tuoi progetti futuri?
    Come tutti gli artisti italiani, in questo delicato momento storico sto aspettando che i teatri riaprano e che i concerti siano di nuovo organizzabili per poter ricominciare a fare il mio lavoro e vivere la vita che ho scelto e per la quale ho lottato tanto. Quando è iniziata l’emergenza corona virus ero in scena al teatro Sistina di Roma col musical The Full Monty e stavo programmando diverse date per presentare il mio disco in tutta Italia. Spero di poter riprendere in mano questi miei progetti al più presto e nel frattempo uso i social per condividere la mia musica!

Civins

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