Intervista – Domande “sComode” ai Quadrophenix

22 Luglio 2019

Un paio di settimane fa, all’inizio del mese di luglio, è uscito il disco d’esordio della band tarantina Quadrophenix, Paraponzi. Abbiamo voluto conoscere meglio il gruppo pugliese dal sound vintage con un fresco rock n’ roll fresco anni Sessanta. A rispondere all’intervista per AgorArt Alessandro De Vincentiis, frontman dei Quadrophenix.

  • Come nasce questo album?
    Fra le urla di dolore ed una spinta pelvico/artistica non indifferente! Segna il passaggio dai testi in inglese a quelli in italiano. È il ritratto di ciò che pensavo dell’amore ai tempi dell’università, quando ancora non avevo capito niente della vita. Non che adesso vada meglio, ma me la cavicchio discretamente. In realtà sono sposato e ho un figlio, quindi deve essere andato qualcosa stortissimo fra l’università ed oggi!
  • Quale pezzo vi rappresenta di più, escluso “Mai Più”?
    Direi che tutto l’album è un manifesto di ciò che sono i Quadrophenix. Non potrei mai scegliere solo un pezzo. “1930” e “Al tavolino del bar” e “Mi scusi signorina” e “Il pomo dell’amor” sono le più rappresentative. Ho dovuto scendere a compromessi con voi della stampa, maledizione.
  • Quali sono i prossimi progetti relativi all’uscita del disco?
    Abbiamo presentato il disco a Taranto. Sono venuti tutti i parenti di Valerio [Gentile n.d.r.]e Marco [De Bartolomeo n.d.r.]. E lo zoccolo duro dei fan. Al momento pensiamo di suonare qui e lì e di fare interviste là e qua. Forse un secondo singolo? Forse “Nuvole”? Chi vivrà vedrà.
  • Quanta Raffo c’è in questo disco?
    In questo disco c’è poca Raffo, ma sempre buona.
  • Quanto di Taranto c’è in voi e nel disco?
    Purtroppo la risposta a questa domanda é : “Molto poco”. Trattiamo di temi universali e non riconducibili ad una sola città e/o tematica. E in fondo, non molti Tarantini sono al corrente della nostra esistenza. Ogni anno mandiamo la richiesta per partecipare al concertone del Primo Maggio. E ogni anno ci ignorano. Ma va bene così. La musica che va per la maggiore a Taranto non è precisamente Il Pop/Rock/Twist anni ‘60 con testi un po’ ironici, ma chissà in futuro. Fatto sta che un concerto allo stadio Iacovone lo sogniamo vergognosamente tutti noi della band. Sarebbe bello se i nostri concittadini si accorgessero di noi e ci stringessimo tutti in un abbraccio fragoroso al sapor di RisoPatat&Cozze!

Civins

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