Intervista – Domande “sComode” a Francesco Bellucci

21 ottobre 2017

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A 12 anni suona e canta con un gruppo di alcuni amici insieme ai quali apre la prima data “dell’Indelebile tour” di Irene Grandi il 16 luglio 2005 a Zocca. Il percorso da solista inizia però nell’ottobre 2013 quando partecipa alla prima edizione del Premio Pierangelo Bertoli a Modena, classificandosi secondo, con la canzone “Io ci credo ancora” (pubblicata in digitale nel maggio del 2014). Nel settembre dello stesso anno esce un secondo singolo autoprodotto, intitolato “Pensa” (non più disponibile) e a ottobre si classifica nuovamente secondo al Premio Pierangelo Bertoli con la canzone “Forse”, mai edita.

Il 15 Giugno 2017 esce il singolo Vivere Davvero, seguito dall’omonimo videoclip, presentato in anteprima da L’Espresso, che nella scorsa stagione ha riscosso un ottimo successo in termini di classifiche e passaggi radio (più volte primo nella top 10 di Absolute beginners di Radio Airplay per Rockol). Con questa canzone Francesco Bellucci viene selezionato per la serata del deejay on stage di Radio Deejay a Riccione, in apertura a Francesco Gabbani, e per la serata del Fiat Music di Red Ronnie, in apertura ad Alessio Bernabei.

Il 22 settembre scorso è uscito il suo primo album intitolato: Siamo Vivi, preceduto pochi giorni prima dal singolo omonimo. Il disco è composto da 12 tracce e prodotto da Eric Ombelli e Francesco Bellucci e registrato da Davide Guerri e Bellucci presso il 3/4 Studio di Castelnuovo Rangone (Mo) e gli studi Z Factory di Carpi (Mo).

Avendo avuto l’opportunità di ascoltare l’album ho potuto apprezzare in particolar modo le sonorità che lo compongono e le melodie elettro-pop quasi in stile Coldplay. Uno dei brani che mi ha maggiormente colpito è Il Mondo Sta Girando, un’occhiata ironica al mondo che ci circonda. Ognuno tira avanti con i propri escamotage; l’unica cosa che vale la pena fare è aggregarsi: “Io non so più cosa fare, se vieni anche tu almeno soffriamo insieme”.

L’intervista a Francesco Balducci
Ho sottoposto al giovane cantautore modenese alcune domande.

1. Quanto lavoro c’è dietro questo disco?
Tantissimo! Ci ho messo 2 anni per produrlo ma il percorso personale che mi ha portato a scrivere queste canzoni e a svilupparle come le senti nell’album è durato 28 anni… tutta la mia vita fino a questo momento!

2. Qual è il brano che senti più tuo? O che ti rappresenta maggiormente?
Ogni canzone rispecchia lo stato d’animo e le sensazioni del momento in cui le ho scritte o che mi ha indotto a scriverle. Ogni giorno è diverso espesso nell’arco di una giornata vivoemozioni diverse che possono ricondurmi a diverse tracce del disco!

3. Con chi ti piacerebbe collaborare nel panorama musicale odierno?
Non ho mai pensato a una collaborazione e ora che ci penso non sono sicuro che sia un’eventualità che mi interessa!

4. Quali sono i tuoi progetti futuri?
Sto già scrivendo nuove canzoni e lavorando a nuove idee. Vorrei dar vita ad un nuovo disco! Magari entro l’anno, chissà?!

5. Nascere in Emila, una zona che ha sfornato grandi artisti, può essere un fardello da portare?
Più che un fardello è una responsabilità! Diventa stimolante cercare di non deludere le aspettative… ma in fondo è sempre e solo una cosa con me stesso!

Civins

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