L’oscuro mosaico di Ornella Albanese. 442 pagine di emozioni e mistero in una medievale Terra d’Otranto – Recensione

4 Dicembre 2012

L’oscuro mosaico. Cosa potrà mai celarsi nei tasselli di pietra colorata del pavimento di un’antica cattedrale nella remota Terra d’Otranto? Dalle colline della Calabria alle coste del Salento, Ornella Albanese, una delle più amate autrici italiane di romance, annoda e districa le trame di un’avvincente storia d’intrighi e passioni. L’oscuro mosaico dimostra appieno l’abilità questa scrittrice non solo nei romance storici, ma nei romanzi storici in genere, laddove il rosa può lasciare un po’ più di spazio al giallo narrativo.

Appena un anno fa – nel giugno 2011 – Leggereditore pubblicava “L’anello di ferro” di Ornella Albanese. Un romanzo storico ambientato nella Calabria del 1135, fra i castelli di Tarsia e Roseto Capo Spulico. L’antico dissapore tra due nobili famiglie, che si tinge di giallo quando si abbatte l’ombra di un misterioso delitto, e l’attrazione che si accende tra il valoroso Manlius, erede del conte di Tarsia, e la bellissima e intraprendente Silia dei baroni di Rosetum. I due giovani, fra le ombre del passato e del presente, verranno a capo dell’intrigo e cederanno all’imprevedibile gioco dell’amore, riportando la pace tra i due casati.

Nel 2012 si conferma il sodalizio di Ornella con la Leggereditore e il 31 ottobre compare sugli scaffali delle librerie L’oscuro mosaico. La scrittrice abruzzese di origine leccese recupera da “L’anello di ferro” due dei suoi personaggi e tesse per loro una nuova trama, conducendoli in un inquieto viaggio, che pare senza meta, nell’italica penisola meridionale e insulare del Medioevo, fino a lasciare definitivamente la scena alla ventosa Terra d’Otranto abbracciata tra due mari.

L’oscuro mosaico scandaglia luoghi antichi e fascinosi ma soprattutto le sfaccettatura dell’animo umano, le passioni – ore tenere ora oscure – che agitano l’uomo di ogni epoca.
Protagonista è l’inquieto e coraggioso Livio che cerca di prendere le distanze da un passato doloroso e da sentimenti che preferisci ignorare. Un passato prepotente che riemerge dagli abissi e smuove le acque di superficie del presente.
Un incontro, quello tra Livio di Tarsia e Mirta di Torrechiara, che cambierà i loro destini. Lei cappelli d’oro e occhi di cielo a primavera. Gli occhi di lui schegge di ghiaccio e i capelli neri come l’inchiostro. La luce e le tenebre. Comunque due creature solitarie che troppo presto hanno imparato a fare affidamento solo su se stessi e a schermare la propria debolezza per non lasciarsi ancora scalfire.

Si incontrano e sono subito separati con l’inganno e la violenza. I loro passi si sono appena incrociati, i loro destini sfiorati ma un filo invisibile si tende tra loro. Le loro vie si toccano ancora su un bivio fuori Castrum. Livio prende la via del mare e dei campi di battaglia e Mirta viene condotta verso il suo personale esilio nel monastero benedettino di Licium. In entrambi solo il desiderio di andare incontro a una nuova vita. Non sanno però che i loro cammini sono destinati a incrociarsi di nuovo, in modo inaspettato.

L’oscuro mosaico è anche un romanzo corale, popolato di personaggi storici e di finzione le cui vite si amalgamo in una narrazione avvincente, una pagina dietro l’altra. E non si risparmiano i colpi di scena. L’imprevedibile è di certo una delle carte vincenti delle storie di Ornella Albanese, che possiede la mirabile capacità di stupire con un guizzo creativo quando meno te l’aspetteresti. Nel momento in cui la vicenda sembra giungere a una soluzione o all’epilogo, ecco farsi avanti un personaggio inaspettato – che magari avevamo dimenticato – e che porta con sé una rivelazione che può sovvertire la trama. È quello che accade per gli efferati delitti che macchiano di sangue e sospetto la nuova vita di Livio, di ritorno a Castrum come uomo di fiducia del re.

Potrà davvero Livio dimostrare che non ha un cuore nero e non cresce in lui il germe della follia? Saprà ritrovare la fiducia in Mirta, a lungo amata e odiata? Imparerà la lezione che Yusuf gli aveva impartita quando lui era poco più di un bambino? «Chiamiamo destino la nostra mancanza di coraggio. L’incapacità di operare scelte e di lanciare sfide. Credimi, Livio, il destino di un uomo è nelle sue mani», li aveva detto il saraceno la notte in cui il ragazzino aveva deciso di voltare le spalle al proprio passato.

Scoprite gli intrighi e le passioni de L’oscuro mosaico immergendovi nella suggestioni delle sue 442 pagine che vi terranno incollati con il fiato sospeso fino all’ultima parola.
Una scrittura snella, senza fronzoli e orpelli, con frasi nette e incisive, capaci di delineare immagini vivide – come quello straordinario mosaico nella cattedrale di Otranto – che arrivano diritte alla mente e al cuore.

Sara Foti Sciavaliere

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