La collezionista di libri proibiti: l’esordio di Cinzia Giorgio in un romanzo d’amore e mistero – Recensione

14 Ottobre 2016

Newton Compton lancia una promettente esordiente, Cinzia Giorgio e il suo romanzo La collezionista di libri proibiti, una storia toccante e coinvolgente che si snoda dalla bottega di un antiquario di Venezia a una famosa casa d’aste a Parigi. Un romanzo d’amore e di mistero, sul potere delle parole e dei libri.

La trama
Venezia, estate 1975. Olimpia ha solo quindici anni quando conosce Anselmo Calvani, proprietario di una storica bottega d’antiquariato. Questo incontro cambierà la sua vita: Anselmo infatti intuisce subito l’intelligenza e la sensibilità della ragazza e la incoraggia a seguire la sua inclinazione. Giovanissima ma già appassionata lettrice, Olimpia comincia a frequentare il suo negozio, a lavorare lì e, con il suo aiuto, inizia a collezionare preziosi libri messi all’indice dalla Chiesa. Insieme alla passione di Olimpia per quei volumi antichi, cresce anche quella per Davide, il nipote di Anselmo, una passione segreta e a lunga non dichiarata. Finchè una notte, quell’attrazione soffocata esplode grazie alla lettura dei versi erotici della cortigiana veneziana Veronica Franco e i due cedono ai loro sentimenti.

Parigi, estate 1999. Olimpia vive ormai nella capitale francese. Ha aperto una casa d’aste, specializzata in libri e manoscritti antichi, tra le più quotate ed eleganti della città. Ogni anno riceve da Davide uno strano regalo, eredità di Anselmo: un pacchetto che contiene lettere un tempo censurate, insieme a un libro considerato in passato “proibito”, di cui Olimpia riconosce il grande valore. Ma la giovane donna non riesce a fare a meno di domandarsi come poteva un modesto antiquario veneziano esserne in possesso? E che legame c’è tra quelle lettere e la bottega da cui provengono? E mentre ad ogni dono Olimpia approfondisce la sua conoscenza con Veronica Franco e i suoi segreti, cresce in lei il desiderio di scoprire il mistero su quei documenti che lei collezione e conserva con cura.

L’autrice – Cinzia Giorgio
Nata a Venosa, in Basilicata, nel 1975, ha conseguito un dottorato di ricerca in Culture e Letterature Comparate e si è specializzata in Women’s Studies e in Storia Moderna, compiendo studi anche all’estero. Organizza i salotti letterari dell’Associazione di Studi Umanistici Leussô di Roma e insegna Storia delle Donne all’Uni.Spe.D. di Roma. Sceneggiatrice e anche autrice di saggi scientifici e romanzi. Tra le opere di narrativa già edite: L’Enigma Botticelli (Melino Nerella Edizioni, 2013); Prime Catastrofiche Impressioni (Rizzoli, collana You Feel, 2014); Cosa farebbe Jane? (Rizzoli, collana You Feel, 2014); Il Bello della Diretta (Rizzoli, collana You Feel, 2015); L’amore è una formula matematica (Rizzoli, collana You Feel, 2015); Doppio ritratto (Aliberti, 2016). Per la Newton Compton ha pubblicato Storia erotica d’Italia e Storia pettegola d’Italia.

Recensione
Cinzia Giorgio saprà conquistare i lettori con questa sua opera d’esordio per Newton. Con scrittura fluida e ritmo incalzante, l’autrice ci accompagna per le calle di Venezia nella piccola bottega di un esperto antiquario e come Olimpia ci immergiamo nel suo mondo fatto di libri, soprattutto quelli antichi, e il suo amore per quei volumi dalle pagine fragili, le rilegature preziose, le copertine di pelle.

Un’adolescente che diventa donna, che cresce insieme alla passione per quei volumi ingialliti e dalle storie immortali, e nel contempo conosce i primi battiti del cuore, l’attrazione, la delusione e il dolore per un amore perduto ma ancora la gioia per averlo ritrovato. Non tutte le storie d’amore, anche le più belle e intense, hanno un lieto fine: il destino a volte intreccia i suoi fili in maniera inspiegabile per la ragione umana. Non voglio svelare molto sulla storia tra Olimpia e Davide, né posso dare troppi dettagli sulla lunga ricerca della protagonista circa la verità sui libri che colleziona per anni.. altrimenti dove sarebbe il bello della lettura, del seguire passo passo il cammino di Olimpia?

È stato certo fatto un lavoro di ricerca non indifferente per poter disseminate le pagine del romanzo con riferimenti all’Indice dei libri proibiti (gli stessi libri a cui fa riferimento il titolo), ossia l’elenco di testi che dal Cinquecento al 1966, quando l’Index fu abolito, sono stati censurati o vietati dalla Chiesa perché ritenuti eretici o violanti la moralità cristiana. Cinzia Giorgio inserisce questi elementi storici con sapienza, mescolandoli alla narrazione senza appesantirla. Inoltre permette di conoscere, e incuriosirci, su aspetti della storia della letteratura che i più ignorano. Per chi, come me, si interessa di Gender’s Studies e Storia della donna, è in più significativa l’attenzione data agli scritti femminili, lasciati in genere cadere nell’oblio, come se le donne non abbiano avuto la competenza per scrivere o la capacità di pensiero proprio e di lasciare la propria traccia: Cinzia Giorgio in La collezionista di libri proibiti, invece, dissemina il suo romanzo di nomi e opere di donne che fanno parte del patrimonio letterario internazionale, a partire dalle liriche della brillante cortigiana veneziana Veronica Franco che hanno un ruolo non marginale nella trama del romanzo, ma anche i cenni a Marguerite Porete o a Il merito delle donne di Moderata Fonte.

Solo una leggera delusione sul finale, appena mi sono accorta che la mia lettura è stata interrotta, forse un po’ bruscamente. Non è un epilogo compiuto, ma tiene una porta aperta su una storia non è davvero conclusa ma prosegue oltre le pagine. Probabilmente mi è solo dispiaciuto di aver dovuto lasciare la volitiva Olimpia e la sua collezione di libri proibiti.

Sara Foti Sciavaliere

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