La Confraternita del Re di Giuseppe Pascali – Recensione

Il nuovo romanzo storico dello scrittore e giornalista salentino Giuseppe Pascali, La confraternita del Re, edito di Kimerik, si tinge di giallo e noir. Una storia notturna narrata tra calli e campielli di una cinquecento Venezia delle accuse, dove tutti sanno tutto e la lama del pugnale è pronta a mettere a tacere bocche scomode.

La trama
Venezia, febbraio 1562. Mentre in Piazza San Marco impazzano i festeggiamenti per il carnevale, una misteriosa maschera in bauta consegna furtivamente nella Bocca delle Denontie Segrete di Palazzo Ducale un foglio con una delazione. In essa si leggerà che la Serenissima sarebbe sotto la minaccia di un’oscura Confraternita, custode da millenni del leggendario Libro di Toth che starebbe per riportare alla luce per comandare sul mondo. A essere incaricato di condurre le indagini sulla vicenda è Matteo Scarpa, membro del Consiglio dei Dieci.

Scarpa però, viene misteriosamente assassinato nella sua biblioteca, la stessa notte in cui ritrova un indizio interessante. Le accuse cadono sul giovane consigliere Giovanni Malipiero, suo antagonista, ma il doge Girolamo Priuli, prima di accusarlo pubblicamente, gli concede il privilegio di due settimane di tempo per trovare il colpevole. Sulla strada delle sue indagini, una notte, il consigliere incontrerà la spia Caterina Cavazza, donna scaltra e risoluta, maestra di travestimenti. E sarà lei a indagare, imbattendosi in una verità inattesa che le svelerà un mistero lungo vent’anni.

L’autore – Giuseppe Pascali
Nato a Lecce nel 1970 ed è laureato in materie Letterarie all’Università del Salento. Giornalista, scrive per “La Gazzetta del Mezzogiorno” occupandosi di Cultura e Spettacoli ed è direttore responsabile del quotidiano online “Salentoinlinea.it“. Ha realizzato numerosi servizi su lirica, musica sinfonica e bande musicali del Mezzogiorno d’Italia e intervistato noti personaggi dello spettacolo.

Ha pubblicato i saggi “La banda di Lecce. Dal concerto cittadino alla Schipa-D’Ascoli” (2006), “Bande di Puglia. Il teatro sotto le stelle” (2008), “Gli Spiziotti. Storia della banda dell’Ospizio Garibaldi di Lecce” (2009). Ha pubblicato i romanzi storici “Il maestro della banda” (2011) e “Il sigillo del Marchese” (2013), “La maledito di Toledo” (2016).

Recensione
Anche se non si avverte, per come è stato abilmente trattato, la finzione narrativa è attraversata, nelle prime pagine, da un’attenta cronaca della tradizione carnevalesca veneziana, senza tralasciare poi descrizioni puntigliose e personaggi che diventano un preciso ritratto di una realista Venezia rinascimentale, carica di quella misteriosa e, a volte oscura, bellezza che trasudano le sue calle, i suoi canali e i sottoporteghi.

Così come preciso è il riferimento a due volumi antichi che andranno in stampa solo nel Cinquecento e che sembrano intrecciarsi casualmente con la storia raccontata, ma in realtà pregnante nel complesso della narrazione. Senza dubbio, in La Confraternita del Re, l’invenzione narrativa si basa e ispira su accurati dati storici, indagati con dovizia.

Un po’ romanzo storico, un po’ giallo e anche noir, ma non manca anche la storia d’amore a lieto fine (o aperta a un lieto fine). Una storia dalle sfumature variegate e abilmente mescolate con linguaggio ricercato, preciso e pulito, e descrizioni suggestive, che con abili colpi di scena, trascina il lettore, pagina dopo pagina fino all’ultimo rigo.

Sara Foti Sciavaliere

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