La piccola bottega di Parigi di Cinzia Giorgio – Recensione

25 novembre 2018

Dall’autrice del bestseller La collezionista di libri proibiti, pochi mesi fa era arrivato tra gli scaffali della narrativa di Newton Compton La piccola bottega di Parigi di Cinzia Giorgio. Un romanzo che racconta di un’eredità inaspettata e di un viaggio a Parigi che aprirà ferite del passato e ricordi da scoprire per ricostruire la storia della protagonista e delle sue nonne.

La trama
Corinne Mistral è un giovane avvocato di successo che non perde mai una causa. Vive a Roma e lavora presso il prestigioso studio legale della famiglia del fidanzato, Massimo Smeraldi, del quale è diventata anche socia. Si sta dedicando anima e corpo a una causa molto importante quando la raggiunge la notizia della morte della nonna paterna Anna e dell’eredità che le ha lasciato: un atelier di alta moda a Parigi, nel bellissimo quartiere del Marais.

Corinne parte immediatamente, decisa a sistemare il più presto possibile la faccenda e tornare poi al suo lavoro. Ma, una volta lì, resta affascinata dalla straordinaria storia di sua nonna, una donna che lei ha potuto conoscere pochissimo e che è stata persino allieva e amica della grande Coco Chanel. Il ritorno a Roma è rallentato ulteriormente dalla presenza dell’esecutore testamentario: qualcuno che Corinne conosce bene, troppo bene e che forse non avrebbe mai più voluto incontrare… Ma perché nonna Anna aveva voluto richiamare quella presenza dolorosa dal suo passato?

L’autrice – Cinzia Giorgio
È dottore di ricerca in Culture e Letterature Comparate. Si è specializzata in Women’s Studies e in Storia Moderna, compiendo studi anche all’estero. Organizza salotti letterari, è direttore editoriale del periodico Pink Magazine Italia e insegna Storia delle Donne all’Uni.Spe.D. È autrice di saggi scientifici e romanzi. Con la Newton Compton ha pubblicato Storia erotica d’Italia, Storia pettegola d’Italia, È facile vivere bene a Roma se sai cosa fare e ora anche Amore reali, oltre a essere autrice di romanzi, La collezionista di libri proibiti e La piccola libreria di Venezia, e dell’ebook Maria Maddalena, editi sempre da Compton.

Recensione
A cavallo tra il romanzo contemporaneo e quello storico, sempre scritto con uno stile pulito e curato, Cinzia Giorgia racconta la storia di Corinne Mistral, che è anche una storia d’amore e al contempo un cammino di crescita e di scoperta di sé della protagonista, con un matrimonio prossimo e mille ansie che accompagnano l’evento, una grande sofferenza che dalla sua adolescenza ha lasciato una cicatrice con cui si troverà ancora a fare i conti. Il percorso di superamento dei dubbi e del raggiungimento di una padronanza di sé, della sua vita non sarà facile, inciamperà nelle sue debolezze, ritorneranno le paure della ragazzina dolce e idealista che era stata, nascosta dietro la corazza della donna in carriera che nel frattempo è diventata, ma Corinne si rimbocca le maniche e decida di prendere in mano la propria vita, anche a costo di sbagliare ancora.

La piccola bottega di Parigi non parla solo di Corinne però, ma è la vetrina per altre due donne di carattere, le sue nonne, Elena e Anna (che come la stessa autrice afferma nei ringraziamenti al termine del libro sono un omaggio alle sue nonne), due figure femminile dalla personalità assolutamente diversa ma comunque forti e determinate, che sono stati i pilastri della vita di Corinne, riempiendo il vuoto dell’assenza dei genitori, impegnati nella loro carriera di musicisti perennemente in giro per le stagioni concertistiche.
Di sicuro è affascinante seguire la lettura della corrispondenza della giovane nonna Anna con i suoi familiari durante la sua esperienza parigina che permette al lettore non solo un salto nel tempo, nella Ville Lumière degli anni Cinquanta del Novecento, ma anche di conoscere in un modo inedito la rivoluzionaria Coco Chanel.

Chi non conosce la leggendaria Madamoiselle Coco? Il suo nome è indelebilmente legato alla storia della moda mondiale, al buon gusto e all’eleganza, ma tra le pagine del suo romanzo Cinzia Giorgia (che ha una grande passione per Coco Chanel e quindi di sicuro un’attenta conoscenza del personaggio)la lascia venir fuori dai racconti di nonna Anna, la quale aveva avuto la fortuna di essere stata una delle sarte del suo atelier. La modista parigina emerge tra le parole di quelle vecchie lettere cariche di ammirazione e anche di un certo affetto, delineando non solo la professionista ma anche la donna e lasciandoci immaginare di poterla avvicinare, come era capitato ad Anna.

Per chi ha letto anche gli altri romanzi di Cinzia Giorgio non si può non notare la qualità di questa scrittrice di riuscire ad appropriarsi con capacità di penetrazione di figure femminile d notevole spessore, dalla natura rivoluzionaria e controcorrente (ricordo ad esempio la cortigiana e letterata Veronica Franco de La collezionista di libri proibiti), ripescarle dal loro tempo e inserirle attraverso l’espediente epistolare con grande naturalezza nella narrazione contemporanea, amalgamante passato e presente senza alcuna sensazione di frammentarietà e incoerenza. Sono curiosa di scoprire quale potrebbe essere la prossima donna a ispirare Cinzia Giorgio. Intanto chapeau a lei!

Sara Foti Sciavaliere

Leggi anche…
– S. Foti Sciavaliere, La collezionista di libri proibiti di Cinzia Giorgio – Recensione, in agorart.net, 14 ottobre 2016.
– S. Foti Sciavaliere, La piccola libreria di Venezia di Cinzia Giorgio – Recensione, in agorart.net, 4 novembre 2017.
– S. Foti Sciavaliere, “Maria Maddalena” di Cinzia Giorgio – Recensione, in Ripensandoci.com, 20 marzo 2018.

Tag:, , , , , , ,