La traccia dell’armonia di Fernanda Romani – Recensione

10 giugno 2018

L’autrice della saga fantasy Endora, Fernanda Romani, torna con un romance breve sempre di genere fantasy, La traccia dell’armonia, pubblicato da Delos Digital nella collana Odissea Romantica. Un storia tra la calle e i canali della suggestiva Venezia  e le profondità del Mare Adriatico, dove la scrittrice porta il lettore a conoscere un antico popolo acquatico, tra miti e sentimenti.
La trama
Venezia, dicembre 2014.
Danivio è uno dei Sirenidi, popolo acquatico nato da un antico mito, e sta per morire. Gli Adoratori del Sole, la setta segreta costituita da umani che li considerano degli abominii, lo hanno catturato e lo sacrificheranno all’alba del Solstizio d’Inverno.
L’unica cosa che lui può fare è usare il canto dell’alba per comunicare con Olisana, principessa dell’Adriatico, e avvertirla di stare lontana da Venezia. Ma Olisana è già arrivata, lo sta cercando. Lo ama ancora, malgrado lui l’abbia abbandonata due anni prima a causa di troppe incomprensioni e sospetti. Sa che lui ha disertato per fuggire dal marchio che si porta addosso fin da bambino: il figlio del traditore.

Mentre la principessa e la sua scorta passano l’ultimo giorno prima del solstizio a cercare le tracce di Danivio e a scoprire segreti nascosti da troppo tempo, questi non può fare altro che rimpiangere la donna che ama e temere per la sua vita. La sua relazione con la figlia del re  poteva essere un’occasione di riscatto, ma gli eventi li hanno divisi. Eppure nessuno dei due ha dimenticato l’altro e il piano degli Adoratori del Sole potrebbe essere la fine per entrambi.

L’autrice – Fernanda Romani
Fernanda Romani è nata nel 1962, in provincia di Rovigo, e predilige scrivere fantasy. Ha pubblicato diversi racconti in antologie edite da DelosBooks, Alcheringa Edizioni, Lìmana Umanìta, Dbooks.  Il suo racconto fantasy  “Veniva dal mare” è stato segnalato al concorso Salento in Love2016 – Il mare e le torri. Sta pubblicando, tramite self-publishing, la saga fantasy “Endora”, di cui è appena uscito lo spin-off  M/M “I tre giorni di Atavanno”, e ha sul mercato anche un racconto western romance intitolato “La fine della caccia”.  Collabora con il blog “Babette Brown legge per voi” in qualità di recensore ed è membro di EWWA, un’associazione di autrici e professioniste del mondo della comunicazione, che ha come obiettivo primario la solidarietà professionale e creativa tra donne che lavorano in questo settore in Europa.

Recensione
Fernanda Romani racconta che questo romanzo nasce tale, seppure ha visto una prima luce come un racconto un paio di anni fa, quando partecipò alla rassegna di racconti natalizi del  blog “La mia biblioteca romantica” ed ebbe l’idea di scrivere un racconto che avesse al centro le sirene. Visti i precedenti di questa autrice con la saga di Endora, è evidente che il fantasy è il genere in cui si trova più a suo agio e le va riconosciuta la capacità di creare mondi-altri, partendo dal reale ma prendendo direzioni alternative. Così come in Endora si legge un ribaltamento del gap tra il maschile e il femminile che da sempre segna la nostra realtà nonostante l’evoluzione dei tempi, in La traccia dell’armonia Fernanda Romani ci mostra la possibilità di camminare ogni giorno accanto a creature che crediamo immaginare e invece lasciando le loro sembianze straordinarie si mescolano a noi. Nasce così il popolo dei Sirenidi: la scrittrice veneta sceglie nel panorama del fantasy le sirene e vi costruisce intorno un suo piccolo universo, nelle acque di uno dei nostri mari, corredato di miti frutto della sua creatività.

Una storia che segue le trame di un complotto con una lotta sommessa e secolare tra i Sirenide e una misteriosa setta di umani, che crea un’efficace tensione narrativa; ma il romanzo parla anche di amore e di sentimenti come l’amicizia, la volontà di riscattarsi dal pregiudizio, con uno stile scorrevole e atmosfere evocative. La traccia dell’armonia di Fernanda Romani sarà di sicuro gradito dagli appassionati del genere, ma lo consiglierei anche ai non, è comunque una lettura dagli spunti interessanti che possono essere dissociati dal fantasy e non essendo un romanzo lungo riesce a evitare  le dispersioni.

Sara Foti Sciavaliere

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