Le stelle di vetro di Dino Conversano – Recensione

13 Novembre 2019

Le stelle di vetro dell’autore salentino Dino Conversano è una suggestiva storia di solitudine, di dolore, di speranza, che si svela come una scoperta pagina dopo pagina.

La trama
Un uomo vive da solo su un’isola a guardia di un faro, non fa ritorno sulla terraferma da anni. Ma quando un giorno scopre un luccichio in riva al mare la sua vita cambia e comincia a vivere le esistenze di altri uomini. Sullo sfondo di una guerra che toglie vite e respiro, storie diverse di persone diverse si intrecciano con quella misteriosa del guardiano del faro, uomo capace di “dialogare” col mare.

L’autore – Dino Conversano
Nato in provincia di Lecce nel 1981 e laureato in Beni Culturali, ha continuato la sua formazione tra Londra e Siviglia, dove ha anche lavorato nel settore dell’insegnamento e del turismo. Le atmosfere orientali della città spagnola lo hanno accompagnato nei momenti più importanti della sua passione per la scrittura: in questo periodo ha pubblicato infatti i romanzi Sboccerà la neve sopra il mare delle solleticorche (Ed. Il Filo, 2008), Le stelle di vetro (2011) e L’ospedale delle bambole (2014). Le sue passioni sono i viaggi, il cinema e, naturalmente, scrivere.

Recensione
«Mi chiedevo come mai, d’un tratto, cominciassero a giungermi quelle stelle di vetro e pensai che il mare volesse aiutarmi. Di fatto lo fece; quando rimasi solo, dopo che prima tu o poi tua madre partiste, quel filo sottile che mi legava all’umanità divenne la mia unica compagnia. Quei messaggi, quelle storie colmarono i vuoti della mia esistenza.» Ed io mi chiedevo cosa fossero a conti fatti le stelle di vetro: quest’immagine poetica è il perno della storia oltre a essere il titolo del libro, e anche dopo aver capito a cosa si riferisca realmente l’autore, rimane sempre una dimensione quasi “magica” in cui la narrazione rimane sospesa.

Le stelle di vetro di Dino Conversano è ben scritto,con stile curato e una costruzione non convenzionale. Una serie di racconti all’interno di una cornice frantumata in intermezzi, ma il protagonista in realtà è sempre lo stesso, il guardiano del faro, l’Uomo Solitario, che grazie alle “stelle di vetro”, dono del mare, è in grado di “vivere” per breve le vite di altri, valicando i limiti di quello scoglio su cui sorge il faro e ritrovando il contatto con l’umanità che con il tempo ha teso a fuggire sempre più, ripiegato su se stesso.

Più vive le vite di altri, ancor più sarà in grado di entrare più direttamente in contatto con se stesso, le sue paure, il suo dolore. C’è un alone di mistero che permea tutto il libro nel comprendere il senso del cammino del protagonista, ma anche un ritmo dinamico dietro al quale bisogna star dietro balzando da una storia all’altra come il guardiano del faro passa da una vita all’altra. Una lettura che è un viaggio nella storia di molti ma anche nell’intimità di ciascuno, del protagonista, che può essere anche un viaggio dentro di sé (per il lettore).

Sara Foti Sciavaliere

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