Martin Basile: adesso la Trap ha il suo Plauto

7 Marzo 2019

Il 19 febbraio è uscito in tutte le piattaforme digitali Pochette, il suo ultimo singolo, e a cantare è Martin Basile, simbolo di illuminazione intellettuale nell’Iperuranio e di originalità musicale sulla Terra.

Martin non è ancora arrivato, eppure la sua presenza si percepisce ovunque nella sua villa segreta nell’Iperuranio. Si avverte negli scaffali in tinta lilla contenenti i grandi classici della letteratura mondiale in lingua originale. Nei quadri ritraenti scenari vaporwave con antiche statue greche deformate dai glitch presenti su tutta la tela. Persino nel vecchio giradischi terrestre da cui proviene un sottofondo musicale Lo-Fi non ancora giunto all’umanità. Infine appare per davvero, e accompagna la sua entrata canticchiando “Ciao amore, ciao amore, ciao amore, ciao”.

  • Come mai la decisione di pubblicare Pochette su Spotify ad un anno dall’uscita del video su YouTube?
    Ho concepito Pochette come un singolo per YouTube. Nel corso del 2018 ha acquisito lo status di bandiera dell’ideale femminile che vige nell’Iperuranio. Non posso che esserne felice. È importante che questo messaggio abbia la massima diffusione anche sul pianeta terra, dove la weltanschauung che nel mondo delle idee è ormai assodata fatica ancora a prendere piede.
  • Il video però non è stato girato nell’Iperuranio, vero?
    Il video è stato girato a Genova. Durante le mie epifanie terrestri ho trascorso molto tempo nella capitale ligure. Ho respirato la stessa aria dei grandi poeti e cantautori che la hanno abitata, da Eugenio Montale a Luigi Tenco. Di recente sono stato avvistato più spesso a Roma, a cui sono legato più che altro per l’amore dei classici latini. Probabilmente questo inaugurerà una nuova stagione nella mia produzione artistica.
  • La figura femminile di cui parli nel brano è ispirata a qualcuno?
    Sì. Ma non si tratta di una persona. Pochette è un inno a tutte quelle donne capaci di essere modelli di Kalokagathia. Nel video la bravissima Elena Maria Amelia G. è una studiosa di filologia bizantina, ma poteva benissimo trattarsi di un’esperta di agrumistica. Quello che conta è propugnare lo spessore intellettuale, possibilmente corredato da un ottimo corredo genetico.
  • Il Rap è maschilista?
    Sulla Terra sì.
  • E le rappers?
    Nella maggior parte dei casi sono maschiliste anche loro. O comunque mutuano dal maschilismo atteggiamenti ostili nei confronti dell’altro sesso.. non che non se lo meritino. Ma questo problema in realtà si riscontra un po’ in tutti gli ambiti. Come sostengo sempre, e continuerò a sostenere, la soluzione a tutti i mali è solo una: la cultura.
  • Su YouTube circola un video in cui i Boosers, noti YouTubers, ti fanno una sorta di provino, durante il quale canti proprio Pochette. Alla fine si è rivelato uno scherzo. Come ti ci sei ritrovato?
    Uno dei miei agenti, probabilmente complice, mi aveva procurato il provino. Non conoscevo i Boosers,
    altrimenti avrei capito tutto subito. Ad ogni modo, dopo qualche istante era chiaro che l’interrogatorio a cui mi stavo sottoponendo non avrebbe portato da nessuna parte. Quindi ne ho approfittato per spacciare un po’ di cultura. Con mia sorpresa ho avuto il piacere di scoprire un intellettuale tra i Boosers. Il saggio Homyatol mi ha assistito nella spiegazione di alcune etimologie e nell’esegesi del mio brano.
  • E dopo Pochette?
    Controllate assiduamente il mio profilo Instagram e seguitemi su Spotify. Vedrete che molto presto qualcosa arriverà.