Nadir di Paola Gianinetto: Principi Azzurro Sangue #5 – Recensione

Il 25 gennaio 2017 è uscito per Emma Books il quinto capitolo della Saga sui vampiri, Principi Azzurro Sangue di Paola Gianinetto, dal titolo Nadir.

La trama
Nadir Azrel Ikdayen , vampiro membro del Consiglio degli Antichi, è un killer freddo e spietato che da secoli dispensa morte in silenzio, un’ombra tra le ombre. L’unica donna con cui danza è la Signora con la falce. Nella sua oscura esistenza non c’è posto per l’amore, le uniche emozioni accettate sono il desiderio e il possesso. Quando però incontra Rayane, ballerina brasiliana che si esibisce in un locale di striptease, Nadir rivede in lei la bambina che secoli prima aveva perso la vita per causa sua, la piccola umana che aveva restituito un cuore al Capitano Nero per poi portarglielo via morendo.

E una scintilla si riaccende in lui. La passione per la vita di Rayane, il suo coraggio e la sua determinazione riusciranno a far breccia nell’animo di un essere votato alla violenza, capace soltanto di annientare e sottomettere? Saprà l’amore, così grande da spingerla all’estremo sacrificio, regalare un nuovo cuore a chi forse ha perduto il suo per sempre?

L’autrice – Paola Gianinetto
Vive a Torino e lavora da molti anni come adattatrice dialoghista per la televisione. Quando da bambina le chiedevano “Che cosa vuoi fare da grande?”, rispondeva “La scrittrice”, ma per lei era come dire “l’astronauta” o “la rockstar”. Anche da grande. Poi, un giorno per caso, ci ha provato, e non ha più.
Con Emma Books ha già pubblicato, sempre per la Saga Principi Azzurro Sangue, Kyler, Patrick, Liam, Blu Oltremare, Aidan.

Recensione
Sui vampiri avevo già letto diverso libri, quindi ormai era un genere provato un po’ in tutte le salse, però mi mancava una firma italiana e la sorte è toccata su Paola Gianinetto e il suo Nadir. In realtà trattandosi di una saga il buon senso avrebbe voluto incominciare dal primo romanzo, ma mi sono avventurata comunque. Ammetto che all’inizio ho faticato perché mi sono trovata sovrastata da una quantità di personaggi di cui non sapevo nulla e mi sono trovata a dover fare i conti con il rimettere ordine nel caos della mia non conoscenza dei membri del Consiglio degli Antichi e le loro storie (alcune delle quali già raccontate nei romanzi precedenti della Gianinetto). Superato però questo primo intoppo la lettura ha iniziato a scorrere senza indugi, alla scoperta del mistero intorno al quale si infittisce la trama per districarne i nodi. La storia ha infatti in sé una buona dose di suspence e sensualità, accanto all’intrigo sul quale indaga il Consiglio degli Antichi, la scena naturalmente è dominata dal protagonista, Nadir, e la bella Rayane, con la loro appassionata storia che si muove come su un’altalena, un’attrazione innegabile che incontra il suo limite più grande nella paura: la paura di Nadir di un passato che torna e di una sofferenza che possa rinnovarsi e la paura di Rayane di amare un “uomo” che non ricambi i suoi sentimenti, ma provi per lei solo un’attrazione fisica destinata ad estinguersi per ritrovarsi alla fine sola.

I personaggi sono ben caratterizzati, non solo quelli principali, ma anche i secondari, nei loro pregi e difetti. Non appaiono certo degli eroi senza macchia, ma nella loro imperfezione (se si può parlare di imperfezione quando si parla di vampiri, ritenuta una razza superiore) c’è la loro umanità, ciò che probabilmente li avvicina di più al lettore e li fa maggiormente amare. Un personaggio che mi è particolarmente piaciuto è l’Antico Gabriel, che in diverse circostanza ha svolto un importante ruolo di mediazione: la sua sagacia, quel linguaggio da uomo di altri tempi (che un po’ ricorda l’Edward Cullen di Twilight, però in maniera più accentuata) e quella padronanza di sé e della situazione come se avesse una risposta per tutto, mi hanno fatto chiedere quale fosse il passato di questo personaggio, del quale molto condiviso con Nadir, e quale potrebbe essere la storia che Paola Gianinetto potrebbe pensare per lui.

Quasi certamente un nuovo romanzo della saga è già nella mente dell’autrice. Libera deduzione dall’epilogo di Nadir e chissà se questa non sarà la volta di Gabriel? Intanto per gli amanti del genere invito a leggere Nadir, e magari i capitoli precedenti.

Sara Foti Sciavaliere

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