Salento in Love 2017: contest di narrativa “C’era una volta… in Terra d’Otranto” – Scade 15/06/2017

16 marzo 2017

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Ritorna il contest di narrativa Salento in Love, che punta attraverso racconti a tema a valorizzare il territorio più meridionale della Puglia. Quest’edizione dal titolo “C’era una volta.. in Terra d’Otranto”, avrà come riferimento i miti e le leggende del Salento. L’iniziativa è promossa ancora una volta dall’Associazione Morfè, quest’anno in collaborazione con la casa editrice Il Raggio verde.

La partecipazione al contest è aperta a tutti ed è gratuita. Basta scrivere un racconto, senza limiti di genere, in lingua italiana, di una lunghezza compresa tra le 6mila e le 10mila battute e inerente al tema stabilito, i miti e le leggende del Salento. Per partecipare poi basterà invia il racconto tramite e-mail alla redazione di AgorAgorart seguendo le indicazioni del bando, entro la mezzanotte del 15 giugno 2017.

Per leggere i dettagli del regolamento, clicca qui.

Il Salento è da sempre una terra ricca di storie e di storia e conserva un pantheon di miti e leggende assai vario e multietnico come lo è tutta la sua lunga vicenda storica. Quindi vorremmo che il Salento potesse essere raccontato non solo attraverso i monumenti, la sua arte e i suoi paesaggi suggestivi, ma che trovasse spazio anche l’anima magica, surreale che pulsa in molti luoghi di questa terra. A volte si tratta di miti e storie archetipiche adottati da altre popolazioni (ne sono esempi le streghe e i folletti salentini, o nel nostro caso conosciuti come “macare” e “scazzamurrieddhi”); altre volte superstiziosi popolari, eventi inspiegabili legati al fervore religioso, o ancora antichi rituali che conservano un’aura misteriosa e un po’ magica. È questo il patrimonio al quale attingere a piene mani e in punta di penna per scrivere i racconti che potranno partecipare al contest “Salento in Love 2017 – C’era una volta… in Terra d’Otranto”; si partirà da una leggenda locale per raccontare una nuova storia che conservi gli elementi propri della leggenda e del mito salentino a cui si fa riferimento.

Cos’è la Terra d’Otranto?
Parlare di Salento e poi di Terra d’Otranto può risultare fuorviante, quindi andiamo a specificare di cosa si tratta. «È la parte estrema della regione pugliese, che si allunga fra il Mare Adriatico, il Canale d’Otranto e il Mare Ionio a formare il cosiddetto “tallone d’Italia” e prende il nome dalla città di Otranto, che vi ebbe sia nell’antichità sia nell’alto Medioevo grande importanza e fu sede del governo bizantino, ai cui tempi risale appunto la prima denominazione di “Terra d’Otranto”. Dei tre giustizierati in cui da Federico II fu divisa la Puglia, il più meridionale costituì naturalmente la Terra d’Otranto; esso abbracciava tutta la Penisola Salentina e una parte della regione delle Murge, estendendosi a NO fino al Bradano e includendo quindi anche il territorio materano. Press’a poco con tali limiti questa circoscrizione fu conservata sotto gli Angioini, i Durazzeschi e gli Aragonesi. Durante il dominio spagnolo, nel 1663, il territorio di Matera fu tolto alla Terra d’Otranto e assegnato alla Basilicata. Dal 1663 fino al 1923, salvo le innovazioni di breve durata apportate dalla repubblica partenopea, la Terra d’Otranto conservò pressoché invariati i suoi confini, che nell’uso comune si facevano coincidere con quelli amministrativi della provincia di Lecce. Proprio da ciò è derivato che, in seguito alle due amputazioni recentemente subite dalla provincia di Lecce del territorio tarantino prima (1923) e del territorio brindisino dopo (1927), anche l’espressione “Terra d’Otranto” è stata oggi dai più portata a designare solo la parte mediana e meridionale della Penisola Salentina. » (da www.treccani.it)

Dunque si trattava, in origine, di un territorio un po’ più vasto dell’attuale Salento: per il contest sarà naturalmente escluso il materano che come si leggeva è stato dissociato dalla Terra d’Otranto già nel Seicento, e ad esso aggiungeremo anche la valle d’Itria. Prenderemo invece come confine nord la cosiddetta “soglia messapica” , una depressione carsica che corre lungo la linea sud-ovest/nord-est attraverso la città di Taranto sul mar Ionio, e lambisce i comuni di Grottaglie, Francavilla Fontana e San Vito dei Normanni fino a giungere al mar Adriatico. Sarà questo il territorio di nostro interesse, fin giù verso il capo di Leuca, un’area assai densa di comuni, località e angoli sperduti che comprende l’intera provincia di Lecce e parte del brindisino e tarantino, tenendo in conto quell’immaginaria linea di frontiera tracciata dalla soglia messapica. Insomma c’è da sbizzarrirsi nel scoprire e conoscere i miti e le leggende di questa variegata terra.

Buona scrittura a tutti!

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