Sanremo 2018, la terza serata: tra super ospiti, emozioni e le prime somme sulle canzone in gara

9 febbraio 2018

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Si è conclusa anche la terza serata del Festival di Sanremo 2018, tra super guest, Nuove Proposte e Campioni. E superate sembrano le polemiche sul presunto plagio di Moro-Meta che vengo riammessi in gara dopo una giornata di sospensione.

Virginia Raffaele ospite a sorpresa si conferma la fuoriclasse che conoscevamo, Giuliano Sangiorgi dei Negramaro duetta con Baglioni in Poster ed è una roba da brividi. La magia di Giorgia con James Taylor. Gli occhi lucidi di Gino Paoli che ricorda prima De Andrè e poi Umberto Bindi, “massacrato da quell’odio, che esiste ancora oggi, per i diversi, diversi che hanno qualcosa in più, non qualcosa in meno”.

Per quanto riguarda le Nuove Proposte, invece, vi farò solo quattro nomi, due dei quali è da tempo che li propongo, sto parlando di Mirkoeilcane, Lorenzo Baglioni, Eva e Ultimo.

Passiamo ora alla lista dei “Campioni” (vi ricordo che come votazione è personale e come tale potrebbe scontrarsi con i vostri gusti):
– Annalisa – “Il mondo prima di te” voto 7: La canzone non mi ha colpito molto, anche se orecchiabile, ma lei dimostra di saper portare con stile e bellezza anche i vestiti brutti che le propongono.
– Lo Stato Sociale – “Una vita in vacanza” voto 9: Pur non essendo un gruppo sanremese si presentano con ironia e spensieratezza (elemento che li contraddistingue nei live) bella l’idea delle magliette personalizzate.
– Max Gazzé – “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno” voto 9: Canzone fantastica e dal profondo significato in chiave Sintonica, uno dei papabili vincitori.
– Ermal Meta e Fabrizio Moro – “Non mi avete fatto niente” voto 10 (il popolo lo vuole): Indubbiamente due fuoriclasse e la canzone è cantata magistralmente, nulla da dire (neanche sul caso mediatico esploso, a mio avviso, proprio per testare il gradimento della canzone). Meritano la vittoria.
– Nina Zilli – “Senza appartenere” voto 5: Canzone troppo composta per la nostra Nina, che soffre tanto il fatto di rimanere ferma in un punto cercando la compostezza che richiede la canzone.
– Noemi – “Non smettere mai di cercarmi” voto 7: La canzone è bella, non adatta molto probabilmente a un’orchestra, nella sua versione originale rende decisamente meglio.
– Ron – “Almeno pensami” voto 9: Canzone prettamente Dalliana, ma riesce a interpretarla comunque in maniera magistrale.
– Luca Barbarossa – “Passameer sale” voto 8: La canzone mi ha sorpreso in maniera piacevole, interpretata con il cuore.
– Elio e le Storie Tese – “Arrivedorci” voto 10: Canzone (non per tutti) che racchiude in soli 4 minuti trent’anni di carriera. Per chi non conosce le loro opere è difficile da capire e assaporare fino in fondo.
– Giovanni Caccamo – “Eterno” voto 7: Sfortunato nelle esibizioni per i problemi di orario, è un artista che stenta a decollare. anche se il testo e la musica sono bellissimi.
– Mario Biondi – “Rivederti” voto 7: Canzone che stenta a decollare, scarsamente radiofonica, ma merita davvero tanto di essere ascoltata.
– The Kolors – “Frida” voto 4,5: Canzone molto orecchiabile, è vero, ma fondamentalmente priva di un significato concreto. A mio avviso, potrebbe nascondere un risultato finale sorprendente.
– Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico – “Imparare ad amarsi” voto 9: Il lavoro sporco lo fanno Bungaro e Pacifico, per la stessa ammissione di Ornella Vanoni. Davvero bella come canzone.
– Decibel – “Lettera dal Duca” voto 10: Dedica a David Bowie, impeccabili come sempre.
– Diodato e Roy Paci – “Adesso” voto 8: Davvero molto bravi, e la canzone è di pregevole fattura sia dal punto di vista musicale che dal punto di vista del testo.
– Enzo Avitabile e Beppe Servillo – “Il coraggio di ogni giorno” voto 8: duo ben assortito e dall’ esperienza musicale mostruosa non si possono non elogiare.
– Roby Facchinetti e Riccardo Fogli – “Il segreto del tempo” voto 4: Sono i Pooh, non si può negare ma non si possono ascoltare, detto questo il testo è molto bello.
– Le Vibrazioni – “Così sbagliato” voto 7: Sarcina e soci non mi entusiasmano, ma dopo quindici anni giocano di esperienza e vanno sul velluto proponendo ancora il sound che li ha caratterizzati.
– Renzo Rubino – “Custodire” voto 6: Bravo è bravo, ma la canzone non arriva fino in fondo, penalizzato anche dalla sua posizione negli orari di esibizione.
– Red Canzian – “Ognuno ha il suo racconto” voto 4: L’ennesimo Pooh che gioca a fare il giovane portando una canzone rock sul palco, il complesso penalizza comunque un bel testo.

Civins

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