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“Un caffè in ghiaccio con latte di mandorla” di Valentina Perrone – Recensione

È stato il libro di esordio di Valentina Perrone, “Un caffè in ghiaccio con latte di mandorla” edito per la prima volta nel 2015 è una raccolta di racconti con un file rouge, quell’attimo con una tazza di caffè che oltre un rito, diventa metafora di incontro o riflessione. Adesso troviamo il libro su Amazon in un’edizione aggiornata e ampliata rispetto a quella cartacea, con una nuova cover e un racconto inedito.

Sinossi
Il coraggio, la forza e il desiderio di correre incontro al domani. Dodici storie di donne che attraverso i contorni della quotidianità mostrano lo straordinario potere dell’animo femminile di trasformare in linfa vitale persino gli accadimenti peggiori. Storie di resilienza e d’amore, di ricordi che diventano basi preziose per il domani, ambientate nella terra salentina di cui riportano non soltanto gli incantevoli luoghi ma anche il delizioso caffè, con il suo immane potere di fare da ponte tra le vite che s’incontrano.

L’autrice – Valentina Perrone
È scrittrice e giornalista. Ha esordito nel 2015 con la prima edizione di “Un caffè in ghiaccio con latte di mandorla”, a cui hanno fatto seguito i romanzi “Memorie di Negroamaro” (2017) e “Il mare in base al vento” (2019). Ha ricevuto premi e riconoscimenti per l’attività giornalistica, per i suoi libri, per l’impegno a sostegno della cultura e nella tutela degli animali. È presente su Facebook e Instagram. Il suo sito web: www.valentinaperrone.it.

Recensione
Nella lettura dei libri di Valentina Perrone ho fatto una sorta di cammino a ritroso, ho incominciato dall’ultimo per ripercorrere il cammino delle sue pubblicazione fino al suo primo libro, anche se avevo letto nel 2015 “Un caffè in ghiaccio con latte di mandorla”, in altre panni e non mi ero fermata a recensirlo.

12 racconti In prima persona, che seguono spesso le tracce dei ricordo, e che sono storie di vita, storie di donne di tutte le età e nelle loro svariate sfaccettature si raccontano, spesso con coraggio, e in cui Valentina Perrone mette sempre la scintilla della speranza perché le sue donne trovano sempre la forza di trovare sempre una nuova luce anche quando l’oscurità dei dolori, delle brutture della vita cambiano i progetti, le aspettative, i sogni.
Il caffè è l’attesa, è riflessione, è un incontro, è il conforto di un rito che si ripete, la condivisione di attimi casuali o ricercati. Come scrivevo nel lead del post è il caffè il file rouge di questi racconti che sono storie non altrimenti collegate tra loro, ma c’è la costante di quel momento in cui ci si ferma a sorseggiare un caffè e quegli attimi diventano sintesi di pensieri e sensazioni, diventano memoria o riappropriazione di un ricordo.

E il caffè in ghiaccio con latte di mandorla a cui si riferisce il titolo è una tipicità dell’estate salentina, perché anche in quest’opera prima di Valentina non manca sicuramente il richiamo alla sua terra, il Salento, sempre fortissimo: luoghi, odori, sapori della provincia salentina sono corredo di tutte le storie, anche se come l’autrice stessa ci tiene a precisare si tratta di storie che potrebbe essere ambientate ovunque, ma lei – posso dire – sceglie orgogliosamente la sua terra, rimane ancora alle sue radici con caparbietà.

Sara Foti Sciavaliere

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