“Volevo essere Csaba” di Rossana Lozzio – Recensione

29 Aprile 2020

“Volevo essere Csaba” di Rossana Lozzio è l’ultimo uscito della giovane realtà editoriale Little Black Dress, disponibile dal 2 aprile 2020 sugli store. Un contemporary romance divertente, per chi sogna ad aperti.

La trama
Eleonora è una giovane di venticinque anni, vergine per scelta, un po’ imbranata, solitaria e senza autostima: non ha quasi nulla in comune con le sue coetanee e di questo se da un lato ne è fiera, dall’altro la fa sentire un brutto anatroccolo e vorrebbe tanto trasformarsi in cigno, ma non in un cigno qualunque bensì nel suo mito per eccellenza: Csaba dalla Zorza, raffinata star della tv e del bon ton.

Eleonora fa la commessa ed è innamorata di Mattia Carnevale, affascinante proprietario di Charming, la catena di negozi di abbigliamento dove lei lavora, però lui non sembra accorgersi di lei.
Intanto Eleonora ha anche deciso di frequentare un corso di bon ton dove conosce Raffaele Saviani, uno dei suoi insegnanti, che sembra prenderla fin da subito in antipatia. Ma un incidente e l’incontro con Milo, il fratello più giovane di Raffaele, inizieranno a cambiare le cose… Grazie ai suoi consigli il brutto anatroccolo si trasformerà in cigno?

L’autrice – Rossana Lozzio
È nata a Verbania nel 1965 e inizia a scrivere per gioco continuando poi a farlo per passione. Le sue storie raccontano di sentimenti quali l’amicizia, in cui crede da sempre fortemente, e ovviamente l’amore. Nel 2005 pubblica il primo libro “Fino alla fine” e nel 2008 il romanzo “Hollywood e dintorni”. Successivamente il racconto “Le ali di un angelo” a cui seguita, nel febbraio 2010, la pubblicazione del nuovo romanzo “L’angolo delle fragole”. Collabora con il quotidiano online “Verbania News”, gestendo una rubrica settimanale dal titolo “La posta delle fragole”.

Dal 2011 gestisce la FanPage Facebook ufficiale di Alberto Fortis. Proprio insieme a lui e a Maurizio Parietti ha collaborato alla stesura della biografia del cantautore domese dal titolo “Al che fine ha fatto Yude?”. Nel maggio 2011 pubblica “Una farfalla sul cuore”. Nel luglio del 2012 vince la 5a edizione del Concorso Letterario “Da donna a donna” con il romanzo inedito “Una favola per Asia”. Gestisce il blog “Rossana Lozzio – Scrittrice” nel quale intervista colleghi ed artisti emergenti. Inoltre collabora con la rivista on line bimestrale “Espressione Libri”, nella quale cura la rubrica di posta “Parliamone con Roxie”.

Recensione
Faccio una premessa, ho uno spirito piuttosto cinico e disincantato, quindi se dovessi valutare soggettivamente la protagonista di “Volevo essere Csaba” la giudicherei assolutamente fuori dal mondo e magari un po’ fuori di testa, ma guardandola con benevolenza Eleonora è una sognatrice e spesso rischia di perdersi dietro ai suoi sogni, lei che si è posto un mito (Csaba dalla Zorza) da emulare alla ricerca di una “Eleonora migliore” e innamorata dell’idea dell’amore (forse più che essere davvero innamorata come crede), a caccia del principe azzurro che gli giuro amore eterno e la grande passione e donare così a lui la sua prima volta. Possiamo dire che in fondo il romanzo è un viaggio alla scoperta di sé, in un cammino di trasformazione da ragazzina ingenua, goffa e con l’autostima sotto i piedi verso l’immagine di una donna che si sappia amare (prima di essere amata).

Eleonora è sicuramente un personaggio fuori dalle righe, fuori dalle logiche comune, lontana da una qualunque delle sue coetanee, sembra una ragazza di altri tempi, e non solo per il fatto che a 25 anni sia ancora vergine. Ma forse per la stessa ragione si troverà, con il tempo, con Raffaele che è anche lui con le sue buone maniere, i suoi vecchio stampo, un uomo di altri tempi. Anche il rapporto tra i due è piuttosto controverso, oltre al fatto che “Volevo essere Csaba” racconto una sorta di triangolo, non convenzionale.

Ho trovato davvero spassoso il personaggio di Milo, il fratello minore di Raffaele Saviani, una forza della natura, che darà un bello scossone alla vita dormiente di Eleonora, anche provocando involontariamente qualche guaio. Eleonora invece ha la tendenza all’autocommiserazione in questa disperata ricerca a tramutarsi da anatroccolo in cigno e presa dal cieco inseguimento di un amore mal indirizzato. Tra i due antagonisti maschili ( i due maschi alfa), Raffaele e Mattia, ho detestato l’ultimo sin dal primo momento e non ho fatto altro che chiedermi per tutto il tempo della lettura come facesse Eleonora a essere così cieca. Ci si poteva aspettare una redenzione dell’uomo del tenebre? Forse! (ma non dico di più, per non incorrere in spoiler).

La lettura era iniziata un po’ lenta, ma alla fine ho fatto nottata per finire di leggerlo, curiosa di vedere come Eleonora ne sarebbe uscita. Annoterei forse la ridondanza del “flusso di coscienza” della protagonista (essendo l’unico punto di vista della narrazione), che in alcuni momenti dà via a periodi troppo lunghi con subordinate e incisi, che fanno inciampare la lettura; tuttavia, l’intreccio e l’imprevedibilità della protagonista e forse anche quel punto di vista unica – che non ti dà accesso ai pensieri, alla prospettiva degli altri personaggi in gioco- , crea quei punti oscuri che solo il continuare a leggere saprà illuminare, sciogliendo i nodi della trama.

Sara Foti Sciavaliere

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