“Ciacco. L’ennesima involontaria inchiesta dell’ineffabile Di Tuccio” di Valerio Tagliaferri – Recensione

Lo scorso aprile 2020 Valerio Tagliaferri è tornato con , il curioso esploratore dell’animo umano Corrado Di Tuccio, protagonista dei suoi ultimi gialli noir, e in “Ciacco. L’ennesima involontaria inchiesta dell’ineffabile Di Tuccio” Perugia è ancora una volta la scena di un mistero letale nel quale l’inconsapevole Di Tuccio scivola inesorabilmente dentro.

La trama
Una morte così banale da diventare sospetta.
Una storia così drammatica da sembrare irreale.
Un personaggio pubblico così famoso da essere quasi invisibile.
Uno sconosciuto così misterioso da essere disperatamente indecifrabile.
Corrado Di Tuccio dovrà confrontarsi con la violenta risacca che esplode quando l’onda del passato si scontra contro quella del presente.

«Non riesce a fare a meno di pensare alla storia di quel vagabondo, anche se è indubbiamente triste e straziante. Nella sua testa appare il rudere nel quale viveva, così scarno e al tempo stesso così dignitoso e pulito. In tutto quell’ordine c’era però qualcosa che stonava, o meglio qualcosa che mancava… ma niente, il suo cervello non riesce ad afferrarlo.»

L’autore – Valerio Tagliaferri
Nato a Roma alla fine dell’inverno del 1970, amante dei libri sin dall’infanzia, ha scoperto la passione per la scrittura con Stephen King, leggendo i suoi libri. Dopo la Laurea in Lettere e Filosofia conseguita a “La Sapienza” di Roma, nel 1999 è stato selezionato, in qualità di uno dei dieci corsisti, al IV Corso di Formazione e Riqualificazione per Sceneggiatori e alla fine del corso il mio saggio “Dal vivo è un’altra cosa” è stato pubblicato nella serie dei volumi VIVAIO RAI.
Ha autopubblicato: “Ora e sempre”, “Traiettorie”, “La foglia d’acanto”, “Una meta nella vita”, “I regali di Ciccio. Non è un paese per disabili, forse” e “Un profilo da favola. La prima inchiesta notturna dell’inconsapevole Di Tuccio”, “Sherlock Holmes è morto. La prima amara inchiesta perugina dell’intuitivo Di Tuccio”, “La Fiera dei Morti. Un’altra preterintenzionale inchiesta dell’inconsapevole Di Tuccio”.

Recensione
“Ciacco. L’ennesima involontaria inchiesta dell’ineffabile Di Tuccio” è un romanzo che può essere un giallo per il mistero da sciogliere, per le “inconsapevole indagine” (e neanche tanto inconsapevole), ma profondamente permeato delle vicende umane del protagonista, Corrado Di Tuccio, in un certo senso autoesiliato dal mondo ma che con esso e le umane vicende cerca un contatto (ma distaccato, attraverso le pagine dei quotidiani locali) e la storia di Ciacco e del suo dramma da ricostruire e svelare, dove un personaggio sconosciuto e per certi versi anonimo incrocia la sua storia di morte con quella di un personaggio pubblico (ma di più non dico per non incappare nel pericolo spoiler).

Il giallo dunque c’è, senza dubbio – e anche a tinte noir – ma talvolta diventa secondario per poi tornare a prendere sostanza, poiché l’autore sparge frammenti della storia, come briciole di pane, tra le righe di altre storie che Di Tuccio legge quotidianamente, anzi delle quali va alla ricerca (ecco i momenti di ilarità della lettura di questo romanzo: gli articoli, i fatti di cronaca bizzarri che seleziona su “Il vento umbro” e “L’eco etrusco”, mettendoli in gara tra loro). In quest’intreccio costante capita di perdersi piuttosto che trovare la via della risoluzione, ma alla fine il lettore potrà recuperare il bandolo della matassa, seguendo il protagonista più che puntando a risolvere da sé il mistero. Il lettore si fa così compagno dell’ineffabile Corrado Di Tuccio togliendolo idealmente alla sua solitudine.

Sara Foti Sciavaliere