Intervista – Domande “sComode” a BF Project

Oggi hanno risposto alle domande del nostro Civins Alberto Fichera e Luca Barbato della band BF PROJECT, che ci parleranno del loro progetto musicale e del nuovo disco “Smoothly”, pubblicato dall’etichetta TRP Music e disponibile su tutte le piattaforme digitali e in copia fisica.

-Come nasce il vostro brano “Smoothly”?

“Smoothly” nella sua poliedricità e metamorfosi stilistica vuole essere un inno alla vita, affinché possa essere vissuta dolcemente, cogliendone nella semplicità la sua naturale evoluzione. Purtroppo la frenesia della nostra quotidianità, il nostro essere sempre “distratti” dai ritmi che la vita ci impone ci fanno perdere la bussola su quelle che sono le vere cose belle le quali risultano essere anche le più semplici. Il periodo pandemico ci ha aiutati in un certo senso a coglierne il vero valore come per un bimbo il non poter giocare come prima, per una coppia il non potersi abbracciare o per dei nonni di non potersi godere i figli ed i nipoti per come si deve. Da queste considerazioni deriva sia il titolo del brano che poi da il titolo all’intero album.

La sonorità di questo brano riprende un po’ i sapori dello smooth jazz dove dietro un easy listening vi sono tante contami-nazioni stilistiche, le frasi melodiche del Sax e del piano sono contrapposte da una ritmica incalzante tra basso e batteria dai colori Funky creando un vero e proprio parallelismo di sentimenti ed emozioni che ri-marcano lo stato d’animo. Il cambio di tonalità dà lustro ad una fase risolutiva evidenziata anche dal video, ovvero la rinascita e la voglia di rigenerarsi con l’importanza della semplicità.

-Come siete arrivati al BF Project?

L’idea nasce principalmente dalla voglia di esprimere sé stessi avendo condiviso insieme diverse esperienze musicali, tra le quali una delle più longeve fu una band jazz funk-fusion dove si eseguivano covers… Da quell’esperienza nasce la voglia di volersi raccontare non più tramite covers bensì attraverso le nuove creazioni che ci identificassero.

-Com’è stato girare i teatri del mondo?

È stata una lunga esperienza ma ricca di visioni differenti, soprattutto quando hai davanti direttori di un certo calibro musicale e umano e un pubblico sempre più vario. La trasmissione dei valori e dei contenuti avviene così inconsciamente e ti permette di diventare un musicista completo, inoltre il rispetto del musicista da parte del pubblico all’estero è meraviglioso.

-Cosa vi hanno lasciato Morricone e Piovani?

Emozioni forti allo stato puro, ricche di valori umani e professionali… la loro grandezza se per live o per didattica appresa durante i loro corsi ci ha sempre lasciato qualcosa dentro che porteremo sempre come bagaglio culturale influenzando anche le scelte ritmiche e melodiche dell’album.

-Raccontateci un po’ di voi, come nasce la vostra passione per la musica? Quali sono i vostri arti-sti di riferimento?

Esperienze diverse: Luca nasce in un contesto prettamente musicale dal quale non ha avuto scampo essendo figlio di bassista e scegliendo sin da subito la batteria. Alberto pur non avendo nessun musicista in famiglia, la musica è nata con lui ricercando sin dalla tenera età suoni e strumenti con i quali esprimersi, poi ritrovati nel sax e successivamente nel clarinetto.
Tantissimi artisti a cui ci ispiriamo umilmente… da Chick Corea a Paquito De Rivera, dagli Spyro Gy-ra, per passare ai Tower of Power e agli Incognito… solo alcuni degli artisti che magari rappresentano il filone musicale che ci ha contraddistinto da quando abbiamo messo su il progetto.

-Quali sono i vostri progetti futuri?

Andare presto ad esibirci su palchi magari importanti, purché possiamo ritornare alla normalità.

Civins