Un caffè in ghiaccio con latte di mandorla, l’esordio di Valentina Perrone

 

Appassionata scrittrice, la salentina Valentina Perrone è al suo esordio letterario con la raccolta Un caffè in ghiaccio con latte di mandorla. Undici racconti, che profumano di caffè e che sanno d’amore, per undici voci di donne, che narrano altrettante storie.

Attraverso di esse l’autrice condivide, con i lettori, emozioni e sogni, speranze e delusioni, pensieri e azioni. Mediante le voci delle protagoniste dei racconti, traccia scenari, situazioni, sentimenti che chiunque potrebbe vivere e di cui sentirsi parte. Ma come una pittrice che delinea con delicatezza le immagini, così Valentina Perrone tratteggia le storie e i personaggi quasi in punta di piedi, ma con un’incisività tale da penetrare affondo nell’anima di chi legge.

Nel titolo è palesemente espresso il file rouge che tiene insieme i racconti. Il titolo è metafora della vita, spesso spiacevole e acre, che diventa gradevole quando la si “zucchera”, anche con un semplice sorriso, così il caffè, solitamente amaro, diventa dolce aggiungendo il latte di mandorla. Inoltre, prendere un caffè nel Salento non è solo un gesto quotidiano. Per i leccesi bere una tazzina di caffè ha un profondo valore simbolico ed è un rito vitale e sacrosanto. Lo sorseggiano in ogni momento della giornata e, nelle afose giornate estive, il caffè in ghiaccio con latte di mandorla permette di concedersi una pausa rigenerante. Inoltre la ricetta, tipicamente salentina, con semplicità e dolcezza, mostra l’essenza e l’anima di questa meravigliosa terra dalla forte personalità. In ogni racconto c’è il momento del caffè e per ciascuna donna questo assume una valenza diversa come accade nelle vite di molti Salentini.

C’è chi lo gusta in solitudine e ne approfitta per riflettere. Chi invece lo predilige in compagnia per scambiare quattro chiacchiere allegre e leggere, un modo per staccarsi dalle difficoltà di tutti i giorni. Chi, ancora, preferisce prenderlo con un’amica per scambiare confidenze che altrimenti ristagnerebbero nell’anima rendendo ancora più cupa e triste l’esistenza.

Nei racconti si parla di sentimenti puri e sinceri. Si parla d’amore, nelle sue varie sfaccettature. D’amore per la propria terra, assolata e magica, immersa negli splendidi colori e nei freschi profumi che sanno di un passato glorioso e di un sonnolente presente, di sacrifici e rivincite, di gioie e dolori, di vita vera. D’amore per la danza. Di un amore riposto nel cassetto dei ricordi, che una volta aperto esplode trascinando con sé tutto ciò che lo circonda. D’amore per un uomo che è causa di sofferenza e sacrifici immani. Di amori giovanili che si riaffacciano per sconvolgere nuovamente il cuore. Amori silenziosi e taciuti perché non assecondano la morale. Amori finiti che lasciano le ferite ancora aperte e sanguinolente e una solitudine soffocante. Di amori non vissuti perché interrotti tragicamente, ma rimasti indelebili nella memoria e nei desideri non realizzati. Di amori inaspettati, ma attesi e voluti. Di amori malati, da cui non sempre si riesce a sfuggire.

Si parla di amicizia, quella vera, quella che permette di capire senza parlare, quella partecipe nei momenti oscuri, quella di cui si sente la presenza, sempre. Si parla di amarezza e di sconfitte, di paure e delusioni, che il destino troppo spesso regala. Si racconta di abbandoni e di speranze sopite per una sorte avversa, di coraggio e di perdono, che permettono di andare avanti nonostante tutto. Ma soprattutto si parla di amore per la vita e di forza, perché, comunque vada la propria esistenza, vale sempre la pena impegnarsi per ricominciare e rinascere, a qualsiasi età.

Si parla di donne tenaci e audaci che, come la bevanda salentina, sanno essere nello stesso tempo dolci ed energiche, intense e delicate. Donne che guardano avanti senza mollare mai, perché trovano «sempre strade nuove da percorrere, dimostrando che ci sono sentieri possibili anche nel buio più tetro, anche laddove la vita ha scelto di essere arida. Anche lì, dove la terra è arsa di acqua e luce», le donne sono capaci di «far nascere nuovi germogli».
– Valentina Perrone, Un caffè in ghiaccio con latte di mandorla, Edizioni Esperidi 2015.
Emanuela Boccassini